Diamoci il tempo di ritrovare il tempo
Il tempo che ci manca non è (tanto) quello che misuriamo, ma quello che riempiamo di senso e significato. Agostino continua a ricordarcelo.
Il tempo che ci manca non è (tanto) quello che misuriamo, ma quello che riempiamo di senso e significato. Agostino continua a ricordarcelo.
Mentre il figlio cercava, la madre piangeva, pregava, soffriva e s’offriva… finché i due si ritrovarono fratelli e figli entrambi.
La prima e la seconda navigazione di Platone, la terza di Agostino sono tutte esemplate sulle esperienze nautiche nel “Mare nostrum”.
In un tempo in cui “ci si vergogna di vergognarsi e non ci si vergogna di non vergognarsi” la lezione del vescovo di Ippona ha molto da dire.
La vicenda biografica e intellettuale di Agostino evidenzia una novità assoluta del cristianesimo, rispetto al paganesimo naturale.
Uccise tutta la sua famiglia dopo una vita di menzogne, fu condannato all’ergastolo e dal 2019 è libero con la condizionale. Chi lo conosce da vicino testimonia di una sua conversione, ma come credere a un uomo che ha mentito tutta la vita?
L’istituzione di alcune laiche come lettrici e catechiste rianima i partigiani del “sacerdozio femminile”. Ireneo e i Padri insegnano altro… e le Madri della Chiesa – di ieri e di oggi – sembrano concordi con loro.
Il mese corrente sembra “raccolto” dalla memoria delle gesta maccabaiche: nella prima settimana le letture del Breviario, nell’ultima Hannukkàh. Il rapporto con questa memoria è spesso stato conflittuale e paradossale: maturino presto i tempi per una memoria riconciliata e condivisa.
Mi ha stupito la differenza di resa tra le recenti versioni CEI e la Lutherbibel su Lc 11,27-28, dove sembrerebbe che l’ermeneutica del riformatore tedesco sia stata influenzata dalla devozione a Maria.
Oggi pomeriggio è stata annunciata la morte del cardinale Prosper Grech, che fu molte (ma moltissime) cose, e tra le ultime (in ordine cronologico), Cardinale […]
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