Condividere sofferenza e moltiplicare gioia: l’ultimo libro di Costanza Miriano

«La vita è difficile», commenta spesso un mio amico, con sapienza agrodolce. Se così non fosse, non avremmo bisogno dell’ultimo libro di Costanza Miriano, “Niente di ciò che soffri andrà perduto. Mistica della vita quotidiana”, Sonzogno (p. 132, € 14,25). Invece ne abbiamo bisogno, moltissimo, perché la vita è davvero difficile – per quanto ci commuova spesso con una bellezza che lascia senza fiato – impastata com’è di complicazioni, contraddizioni, rotture di scatole e… sì, di dolore. Del corpo, dell’anima, nostro, degli altri, persino del creato. E noi, piccoli impotenti spauriti, alla ricerca inesausta di parole, abbracci, sorrisi che possano alleviare il peso del nostro quotidiano accidentato. Costanza Miriano ha trovato la risposta ed è in ottima compagnia. Scorrendo le pagine del suo ultimo, luminosissimo testo, ci imbattiamo in uomini e donne veri, plasmati di Grazia e di sofferenza, che – dal passato, ma anche nel nostro presente – ci ricordano che c’è un incontro, che è insieme Parola, abbraccio e sorriso, che dà senso al dolore, alle malattie, ai tradimenti, ai fallimenti, alle delusioni, alla fatica giornaliera, alle speranze smarrite tra le rughe del viso e quelle del cuore, ed è l’incontro con Cristo. Uomini e donne che, di fronte ad un dolore serio, pervasivo, spiazzante, si sono lasciati trafiggere dallo sguardo di Cristo, cambiando a loro volta il modo di guardare alla loro vita disastrata, rendendola preziosa per sé e per gli altri: «Guardare alla vita capovolgendola: – scrive Miriano – solo così si può trovare il modo di essere beati, cioè in perfetta letizia, accogliendo ogni cosa come un regalo, il bene e il male, la fatica e il riposo» (p. 13). Un capovolgimento che possiamo fare, beninteso, solo se obbediamo alla nostra realtà, fidandoci di Dio. 

La copertina del libro

Per volteggiare armonicamente sulla pista della vita entrando nella “danza del cristianesimo” (p. 73), non ci sono ricette speciali, né persone che non possano unirsi. L’incontro con Cristo è per tutti: Egli ci raggiunge – se ci lasciamo toccare – nelle nostre vite sghembe, talvolta sinistrate, e non importa chi tu sia e quale il bagaglio di dolore e fatica che ti porti sulle spalle: Lui è lì per ognuno di noi, pronto a restituire senso al nostro cuore malconcio o in frantumi. Il punto è lasciarci convertire veramente:

C’è sempre, nella vocazione, una seconda “chiamata”. È quel momento in cui dobbiamo scegliere nuovamente ciò che avevamo già scelto – la moglie, il lavoro, la vita – con un’adesione totale, nonostante il fatto che ora conosciamo tutta la realtà, dopo che è svanita la polverina glitterata, e con una certezza nuova: noi siamo lì perché qualcuno ha pensato quella storia per noi.

p. 16

Costanza Miriano – assennata raccoglitrice di vite e parole altrui e, al tempo stesso, capace di coinvolgerci nella sua quotidianità di moglie e madre e lavoratrice –  condivide con noi storie toccanti e frammenti di sapienza cristiana irrinunciabili, da meditare spesso. Come dimenticare, per esempio, vicende di ordinaria straordinarietà come quella di Élisabeth Arrighi o quella, non meno trascinante, del giovane David, già noto ai più per la sua esperienza di accettazione fruttuosa della sofferenza? Come non riflettere ancora e ancora sulle due paginette “d’oro fino” di don Vincent Nagle, che Costanza, da fedele scrivana, ci riporta?

Se il tema è serio, se le storie sono impegnative, è opportuno ricordare, tuttavia, il valore aggiunto del libro. Solo la Miriano poteva farci passare dalla commozione ad un sorriso che libera, abilità in cui eccelle: incredibilmente, riesce a farlo anche nel libro più difficile della sua produzione, visto il tema incandescente. Così i protagonisti di “Niente di ciò che soffri andrà perduto”, sia noti che sconosciuti, rivivono senza la retorica della “predica”, incantandoci e facendosi per noi umili ma efficaci compagni di strada, grazie al “mirianese”, lingua che è ormai una garanzia e che, attenta a forma e contenuto, affrontati tenendo insieme impegno e leggerezza, declina straordinariamente su carta il messaggio evangelico per il nostro oggi. 

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