Il nuovo Houellebecq, bellissimo e finto

20 Dicembre 2018 Giovanni Marcotullio 0

C’è sempre una distanza tra l’artista reale e quello che s’indovina attraverso l’opera. Del resto non si sa mai quale dei due sia quello vero. Soprattutto nella letteratura – che pretende di essere un’arte della messa a nudo – mentre non c’è niente che bari più di un testo, e la sincerità – abbiamo finito per impararlo – è un artificio letterario come un altro. Nei suoi romanzi, Houellebecq gioca con sé stesso. I suoi narratori sono sempre dei veri-finti sosia, nei quali noi si cerca lui. Quando lo leggiamo, crediamo di sentirlo. Si fraternizza con lui. Egli fa parte di quegli scrittori che “introiettiamo”, come dicono gli psicologi.

La fine di N

30 Agosto 2017 Claudia Cirami 0

La fine di Agosto, complice la lettura de I Miserabili di Hugo, mi ha condotto a meditare su un’altra fine. Il declinare del mese – […]