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Questo è, cioè sarebbe, anzi è stato, – a dire il vero per pochissimo tempo –, il mio blog personale.

Volevo uno spazio in cui provare ad esprimere una mia visione su attualità culturali ed ecclesiali. Programma ambizioso, ma per i motivi che leggerete di seguito «è capitato che sia quello che so fare».

Fatto sta che fin da subito si sono raccolti attorno a me gli amici, quella «compagna / picciola da la qual non fui diserto»; e se molti fra quelli prendevano posto e chiedevano soprattutto di ascoltare e riflettere, altri intendevano prendere parte alle discussioni e condividere insieme la ricerca della verità, che tutti ci appassiona. Allora mi sono ritrovato a rimuginare tra me le parole di Agostino all’inizio del De Ordine:

Vorrei che fossero presenti anche gli altri che di solito attendono con noi a queste dispute. Vorrei, se fosse possibile, avere ora con me a prendervi parte, con interesse come voi, non solo costoro, ma per lo meno tutti i nostri amici di cui ammiro sempre l’intelligenza. Ma almeno fosse presente Zenobio che si affatica tanto sul problema. Ma dacché non esercito più la professione, non l’ho più incontrato a causa del suo posto altolocato. E siccome ben altri sono i fatti, leggeranno i nostri scritti. Abbiamo stabilito di non perdere una parola delle nostre dispute e di stringere con i ceppi della trascrizione, per ricondurli indietro, i concetti che fuggono dalla memoria. E forse così richiedeva la legge razionale che ha determinato la loro assenza. Infatti voi vi accingete a trattare un argomento tanto importante con maggiore impegno per il fatto che dovete svolgerlo da soli. E questa nostra disputa ne susciterà altre se coloro che ci stanno tanto a cuore, dopo aver letto, troveranno motivo di contraddirci.

Aug., ord I, 9.27

Venendo dunque alle mie cosiddette generalità: sono nato nel 1984, ho formazione umanistica (studî classici, filosofici e teologici) e specializzazione patristica.

Dal 2007 circa mi occupo di editoria, cartacea e digitale (Prospettiva Personawww.laporzione.it), ho curato le collane di Augustinianum e ho insegnato nella scuola pubblica. Ho scritto un paio di libri e ho messo le mani (a vario titolo) in diversi testi di amici. Sono attualmente caporedattore de La Croce – Quotidiano, collaboro stabilmente con Aleteia, occasionalmente con altre testate e blog (talvolta déguisé).

Sempre più spesso mi trovo però a ritenere che, rispetto alle generalità, le particolarità siano sottostimate. Probabilmente perché non possono essere presentate in un CV: l’esperïenza sola, ancora, può farle conoscere. Ma per questo siamo qui.

 

«Dite “amici” ed entrate»

Giovanni Marcotullio