Maschi & Femmine? I cervelli sono sessuati già prima della nascita

Sul numero 36 di aprile di Developmental Cognitive Neuroscience è stata pubblicata una nuovissima ricerca firmata da sette studiosi, nove università e due centri di ricerca perinatale, finanziata dal National Institutes of Health, dal titolo “Differenze sessuali nella connettività funzionale durante lo sviluppo fetale del cervello”.

Lo studio ha preso in esame 118 nascituri (70 maschi, 48 femmine) tra 25,9 e 39,6 settimane di età gestazionale e osservato 16 distinte reti neuronali fetali distribuite in tutta la corteccia e nelle regioni sottocorticali attraverso MRI (risonanza magnetica) a riposo ed ha concluso che esistono differenze nella connettività funzionale del cervello tra maschi e femmine già in utero: «Queste osservazioni confermano che il dimorfismo sessuale nei sistemi cerebrali funzionali emerge durante la gestazione umana».

Lo sviluppo sano del cervello in utero è fondamentale per ottenere risultati neurocomportamentali a lungo termine ottimali. I processi che interferiscono con lo sviluppo prenatale normativo, come l’esposizione a tossine, lesioni e infezioni, possono avere conseguenze drammatiche, e gli studi1Thompson et al., 2009. suggeriscono che queste esposizioni esercitano i loro effetti perniciosi proprio agendo sulla formazione dei circuiti cerebrali in utero. Inoltre, i disturbi dello sviluppo sono sempre più concettualizzati come disturbi del connettoma funzionale e strutturale del cervello e ciò suggerisce che una migliore comprensione dei processi di sviluppo neurologico nell’utero possa avvicinarci alla comprensione delle origini evolutive della malattia. Tuttavia, agli attuali modelli di sano sviluppo gestazionale del cervello mancano gli effetti specifici per il sesso. Anche se la variazione legata al sesso dei livelli ormonali è rilevabile dalla 8a settimana di gestazione, in utero il dimorfismo sessuale nello sviluppo di reti funzionali del cervello non era mai stato descritto.

Per questo, dunque, per meglio curare i disturbi dello sviluppo, è stata realizzata tale ricerca, che si è avvalsa dei progressi metodologici emersi dagli ultimi studi2Anderson and Thomason, 2013; MI van den Heuvel and Thomason, 2016. che hanno mappato lo sviluppo dei sistemi cerebrali funzionali umani prima della nascita, attraverso la rilevazione della connettività funzionale a riposo (FC) con MRI.

Il dimorfismo sessuale nella struttura cerebrale e la connettività funzionale nel corso della vita sono stati già ampiamente provati3Caviness et al., 1996 ; Koolschijn and Crone, 2013 ; Lenroot et al., 2007 ; Ruigrok et al., 2014 ; Satterthwaite et al., 2015 ; Tiemeier et al., 2010.

Studi ecografici hanno mostrato che i maschi hanno una circonferenza cranica più ampia rispetto alle femmine già nel 2 ° trimestre (cioè 14-27 settimane)4Broere-Brown et al., 2016 ; Melamed et al., 2013., e che i maschi e le femmine differiscono nel volume del cervello e nello spessore corticale5Choe et al., 2013 ; Gilmore et al., 2007 ; Knickmeyer et al., 2014.. Gao e colleghi hanno valutato lo sviluppo della connettività funzionale cerebrale alla nascita, all’età di 1 anno e all’età di 2 anni e hanno osservato con l’aumento dell’età un maggiore aumento nella connettività frontoparietale nei maschi rispetto alle femmine6Gao et al., 2015b.

Questa ricerca aggiunge un ulteriore mattone alla mappa delle differenze sessuali nel cervello umano, evidenziando che su 7 delle 16 reti neuronali osservate ci sono differenze tra maschi e femmine: in 5 il cervello femminile è più attivo, in due lo è quello maschile. Le ragazze hanno mostrato differenze nelle connessioni nel cervelletto di sinistra, per esempio, così come in altre aree del cervello, rispetto ai ragazzi. Il cervelletto ha un ruolo importante nel controllo motorio. Può anche essere coinvolto in funzioni come l’attenzione, il linguaggio e la regolazione delle risposte di paura e piacere.

In un’intervista con CNA, il dottor Leonard Sax, medico e psicologo, ha commentato lo studio sottolineando che la dimostrazione delle differenze sessuali nel cervello già in utero ha un significato controverso: Judith Butler, la teorica del gender, sosteneva che le categorie “maschile” e “femminile” siano solo costrutti sociali, ma questo studio la smentisce in modo irrevocabile perché si concentra su bambini prima della nascita quindi prima di qualsiasi influenza da parte dei genitori o della società.
Secondo Sax, le categorie “maschio” e “femmina” sono categorie significative e non un costrutto sociale.

Quello che maggiormente mi ha colpito della lettura dello studio è la sua assoluta scientificità, cioè la sua (ovvia) vocazione esplicita a contribuire alla conoscenza scientifica, con metodo rigoroso e prassi verificabile, come ogni altro studio pubblicato sulle riviste scientifiche. E invece il primo commento che se ne fa sui giornali è in relazione alla teoria bislacca della Butler.

Studiosi scandagliano il cervello di bambini in utero per carpire tutte le informazioni utili a comprendere dove e perché nascano certe malattie e come le differenze sessuali interagiscano con tali patologie, mentre noi esultiamo perché questa ricerca smentisce una cavolata ciclopica, che sta in piedi solo nelle menti offuscate dall’ideologia, per le quali, peraltro, uno studio in più o in meno non farà alcuna differenza: se la realtà li contraddice, tanto peggio per la realtà.

Mi resta in bocca un certo retrogusto amaro, per questa constatazione e il pensiero corre a San Tommaso d’Aquino e alla sua mela sul tavolo: «Questa è una mela e chi non è d’accordo può andare via». Se manca la disponibilità a ragionare e ad accogliere come dati di fatto le evidenze della realtà, non c’è spazio per il confronto e il dialogo.

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Note   [ + ]

1. Thompson et al., 2009.
2. Anderson and Thomason, 2013; MI van den Heuvel and Thomason, 2016.
3. Caviness et al., 1996 ; Koolschijn and Crone, 2013 ; Lenroot et al., 2007 ; Ruigrok et al., 2014 ; Satterthwaite et al., 2015 ; Tiemeier et al., 2010.
4. Broere-Brown et al., 2016 ; Melamed et al., 2013.
5. Choe et al., 2013 ; Gilmore et al., 2007 ; Knickmeyer et al., 2014.
6. Gao et al., 2015b.

1 Commento

  1. Grazie per la segnalazione. Un’altra evidenza della innata differenza.
    Solo un appunto: scrivere “firmata da sette studiosi, nove università e due centri di ricerca perinatale” non è corretto. È più preciso: “Lo studio è opera di 7 ricercatori affiliati a…”
    Buona domenica!

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