#gmgavela #rottasuPanama2019: emozioni di ogni tipo da Porto a Lisbona

A Porto: «Vediamo se il vino è buono»

Dopo aver svaligiato il Lidl, riempito le stive di raffinate leccornie e, tra una cosa e l’altra, riparato il supporto della Genovese dell’Exultet, siamo potuti passare alle cose serie – la visita di una rinomata azienda produttrice di Porto, Cálem.

Malgrado ci sia costato il navigare sul Douro, ci siamo potuti dilettare del suo famoso nettare: il porto. Incredibile: la visita dell’azienda vinicola l’abbiamo terminata cantando “Goûtons voir si le vin est bon” [Vediamo se il vino è buono, N.d.T.]… Come ha detto la nostra guida: «L’uomo deve saper approfittare di ciò che la natura gli offre».

La partenza del Kêr Maï

Dopo una partenza tranquilla intorno alle 15:45, e a seguito di un pranzo condiviso fra i due equipaggi sul pontile della marina, Kêr Maï leva l’ancora per prima. Exultet termina le riparazioni intraprese il giorno prima (srotolatore della Genovese, motore eccetera) e rimedia a una perdita dell’olio motore.

Le condizioni di navigazione sono piuttosto buone: un po’ di vento, tanto sole e buona visibilità – la Genovese e la VM (vela maestra) sono di turno.

Poco dopo la partenza Jean-Yves arriva tutto contento di presentarci il suo nuovo foglio dei quarti. Ormai ne usiamo uno per ogni tratta. Il suo scopo è trovare la migliore organizzazione per un equipaggio di sette persone, in modo che ciascuno possa effettuare un cambio nel corso dei diversi quarti (di notte) mantenendo un ritmo di sonno il più regolare possibile.

Nella notte una maniglia del palanco della vela maestra ha ceduto ma nessun problema: Rémi e Anne-Laurence hanno saputo rimpiazzarla immediatamente. Più tardi, cercando la costellazione della Lucertola, Anne-Laurence ha visto una meteora e i delfini hanno assicurato anch’essi un bello spettacolo: giunti in cinque accanto alla barca, sono venuti a giocare con la prua.

Avvicinandoci a Nazaré, al sorgere del sole, s’è presentata una nebbia sempre più densa, al punto che all’arrivo la visibilità era di 100 metri appena. Non è stato semplice gettare l’ancora.

Dopo una giornata di visita e dopo l’ormai tradizionale picnic prima di salutarci fino al prossimo scalo, Kêr Maï riparte in testa con una punta di invidia, vedendo l’equipaggio di Exultet che si faceva la doccia sul ponte. Ah, il profumo del bagnoschiuma…

Nuova navigazione, nuovo foglio dei quarti: questa volta è l’ultima, è previsto che gli equipaggi tornino a Lisbona. Il tempo è bello, il cielo è blu e per rimarcare quest’ultima notte di navigazione tutti insieme sul Kêr Maï abbiamo passato le prime ore della notte insieme sul ponte con un po’ di musica e un aperitivo, fino a quando uno alla volta siamo andati a riposare per essere capaci di sostenere i nostri rispettivi quarti notturni. Un bel momento di vita di equipaggio.

All’alba, risveglio generale per la manovra di arrivo all’ormeggio di Cascaïs, appena a nord di Lisbona. Dopo tre manovre di ormeggio (delle guardie costiere mal coordinate ci trovavano troppo vicini alla spiaggia) Kêr Maï si è messa in posa per un servizio fotografico: intrigati dall’immagine di Maria sulla vela maestra, numerosi piaggianti hanno tirato fuori le macchinette fotografiche.

Mathilde

Non è Exultet che prende il mare, è il mare che prende Exultet

Dopo la visita delle cantine di Cálem e il pranzo, direzione Lisbona per Exultet, facendo un micro-scalo a Nazaré. Sull’Exultet si scoppiava di gioia. Mano a mano che il tumulto cittadino si allontanava, l’atmosfera gioviale e distensiva della vita di bordo ci inondava. L’equipaggio era felicissimo di riprendere il largo sotto a un sole splendente… mai quanto il pascià (lo skipper nel gergo marinaresco), che sta al timone e canta a squarciagola.

Lezione della notte: durante il quarto, prima si veglia

Prima lezione per il quarto-choc da mezzanotte alle due sull’Exultet: va bene fare belle discussioni, ma prima di tutto occorre vegliare, e certi riflessi sono primordiali. Thierry non ha finito di ripetercelo: «Se mi pongo la questione di sapere se devo svegliare lo skipper, vuol dire che dovrei averlo già svegliato». Alle volte niente è meglio di un piccolo spavento, per integrare la lezione: non c’è mancato molto alla collisione con un peschereccio portoghese. Ci sono volute due virate di bordo per schivarlo.

Nazaré, vi farò pescatori di uomini

Arrivati a Nazaré, scopriamo un paesino di pescatori dove la spiaggia è coperta di barche e pesci essiccati. Mentre alcuni si divertono rotolandosi sulla spiaggia, altri s’inerpicano per le stradicciuole del paese, dove il pesce è venduto arrostito, fresco o essiccato da donne portoghesi in abiti tradizionali. In maniera imprevista ma gradevole, abbiamo avuto la gioia di celebrare la messa nel santuario mariano appeso nella parte alta di una falesia. La leggenda racconta che un cavaliere sarebbe stato salvato in quel luogo dalla voce della Vergine Maria che lo trattenne dal precipitare nel dirupo che, a causa di una densa nebbia, non vedeva.

Exultet e Kêr Maï ormeggiati all’ingresso del porto di Nazaré

Il regolo di Cras il sestante e il compasso – le basi

Nel programma della navigazione a bordo di Exultet mentre guadagniamo Cascais c’è un corso di cartografia. Grande carta aperta sulla tavola, compasso, regolo di Cras poggiato sopra, l’equipaggio è tutto orecchi. Rivediamo i classici – latitudine e longitudine – e approfondiamo: ogni grado è suddiviso in 60 minuti, tracciamo dei bordi con l’aiuto del regolo di Cras, impariamo a segnare la nostra posizione sulla carta. Per i più fanatici dei calcoli, ci divertiamo a calcolare la frequenza con la quale cambieremo fuso orario durante la tratta transatlantica, vale a dire (Φcos(Φ)15*60)/5, ipotizzando che viaggeremo a una velocità media di 5 nodi. Stando ai nostri calcoli, dovremo aggiornare l’orario all’incirca ogni cinque giorni. L’equipaggio torna sul ponte tutto eccitato da questo momento accademico e continua a fare domande in merito.

A Cascais, la gioia di ritrovare i “nine on a boat

Infine ritroviamo, all’ormeggio di Cascais, Olivia e Vincent De Rosambo, insieme coi loro sette figli, che avevamo salutato in occasione della loro partenza da Brest e che speravamo di ritrovare. Thierry si affretta a invitarli a bordo per l’aperitivo. Exultet pullula di belle teste bionde – 26 persone a bordo è una rarità – e allora tiriamo fuori la bandiera francese king size, normalmente riservata alla domenica. Grazie ai Rosambo per la loro testimonianza, a presto con gioia!

Esercizio di manovra impromptu: l’arenamento

Sull’Exultet non si lesinano gli esercizi di manovra, e anche i più improbabili vengono effettuati di buon grado. Così non abbiamo esitato ad andare e posarci delicatamente – e intenzionalmente, si capisce (gloup!) su un banco di sabbia risalendo il Tage a largo di Lisbona. Tutto l’equipaggio a babordo urgentemente per aiutare la barca a riprendere equilibrio. Il pascià al timone ci tira fuori prontamente da questa situazione, certo poco critica ma neppure lusinghiera. Abbiamo guadagnato punti umiltà per il seguito.

Scalo a Cascaïs

Abbiamo risalito il corso del Tage e abbiamo ormeggiato di fronte a Piazza del Mercato a Lisbona. Come si vede basta avere un po’ di faccia tosta e proprio tutto può succedere.

Blandine e Aldric


Aggiornamento del 2 ottobre

Questa mattina sveglia alle 5 per l’ascensione finale del monte Toubkal: la cima più alta del Nordafrica. Un po’ duro e rinfrescante, ma soprattutto fonte di gioia e di meraviglia.

Grazie, Dio, per questi meravigliosi paesaggi e per le ardenti sensazioni del Marocco.

Dopo un nuovo passaggio a Marrakesh, domani, ritroveremo le nostre imbarcazioni a Essaouira e partiremo per le Canarie.

Grazie alla parrocchia cattolica dei Santi Martiri di Marrakesh, e in particolare a Keren, per la bella accoglienza nella loro comunità.

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