Adesso anche il Portogallo respinge le leggi pro eutanasia

Demonstrators protest against euthanasia in front of Portuguese parliament in Lisbon, Portugal February 1, 2017. The banners read "Stop Euthanasia" and "Alleviate, Yes! Kill, Not!". REUTERS/Rafael Marchante - RC1F1A85D260

I lettori di Breviarium ricorderanno che appena una decina di giorni fa la Finlandia ha rigettato diverse proposte di legge miranti a introdurre nell’ordinamento del Paese scandinavo una legislazione eutanasica. Due giorni fa, invece, è stata la volta del Portogallo, che (con meno nettezza della Finlandia) ha arginato il dilagare della libido necandi apparentemente in voga nel nostro Occidente «sazio e disperato»1Fino al penultimo paragrafo quanto segue è una parafrasi libera dell’articolo di Marie-Line Darcy, corrispondente da Lisbona per Rfi (le note invece sono mie)..

Martedì 29 maggio la legge è stata respinta con un piccolo margine di maggioranza: il voto era nominale, e dunque si è dovuto attendere che i 229 deputati esprimessero il proprio parere sui progetti di legge (anche il parlamento lusitano, come quello finlandese, ne ha esaminati quattro insieme). Si noti che la maggioranza è del Partito Socialista, e che le proposte erano state avanzate dalla Sinistra radicale, dai Verdi e dagli Animalisti2Difficile non notare lo stridente paradosso degli “amici degli animali” che sognano la libertà dell’uomo come libertà di fare ciò che nessun animale fa mai. Viene il sospetto che l’amore per gli animali e l’odio per gli uomini abbiano come un’unica radice….

I progetti di legge, peraltro, si assomigliavano tutti: in pratica prevedevano la creazione di una commissione specializzata per accompagnare i casi di eutanasia. Solo un progetto prevedeva il suicidio assistito. Nel mondo, soltanto quattro Paesi autorizzano l’eutanasia attiva. Attiva, cioè quella in cui è il medico a intervenire per terminare la vita di un malato: si tratta della Colombia e di tre Paesi europei – l’Olanda, il Belgio e il Lussemburgo. Quattro altri autorizzano l’eutanasia passiva, ossia quella in cui il medico non interviene a soccorrere il paziente giunto allo stremo. Si tratta di Svezia, Austria, Germania e Norvegia. La pratica è strettamente proibita altrove, come ad esempio in Francia [e in Italia, N.d.R.], dove alcuni casi sono stati particolarmente mediatizzati.

I dibattiti sono stati molto argomentati, ma si sono svolti in maniera piuttosto pacifica. Il voto traduce un vero fossato fra destra e sinistra sulle questioni di bioetica. Con l’eccezione di qualche significativa sfumatura, che non ha mancato di stupire, il Partito comunista aveva annunciato la propria intenzione di votare contro i quattro progetti di legge. Il Partito Comunista Portoghese è uno dei due alleati parlamentari del governo socialista, insieme col Blocco di sinistra. I comunisti ne avevano fatto una questione di principio, privando di colpo il progetto di legge socialista del sostegno di 15 voci – che sono venute a mancare. Un colpo basso nell’accordo di sostegno politico al governo. Ma il PCP non ha fama di essere avanguardista su certe questioni3In effetti, cosa ci sia “di sinistra” nel forte che opprime (e sopprime!) il debole non mi è stato ancora dato di comprenderlo.. Il PSD, il Partito Social-Democratico, si è mostrato più liberale non dando direttive di voto. E quattro deputati di destra hanno votato a favore della depenalizzazione dell’eutanasia.

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Note   [ + ]

1. Fino al penultimo paragrafo quanto segue è una parafrasi libera dell’articolo di Marie-Line Darcy, corrispondente da Lisbona per Rfi (le note invece sono mie).
2. Difficile non notare lo stridente paradosso degli “amici degli animali” che sognano la libertà dell’uomo come libertà di fare ciò che nessun animale fa mai. Viene il sospetto che l’amore per gli animali e l’odio per gli uomini abbiano come un’unica radice…
3. In effetti, cosa ci sia “di sinistra” nel forte che opprime (e sopprime!) il debole non mi è stato ancora dato di comprenderlo.

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