Apprendere la libertà alla scuola della bellezza
Dalla crisi della metafisica innescata col criticismo kantiano al panorama postmoderno del pensiero debole abbiamo perso certezze. Nell’arte ritroviamo una guida.
Dalla crisi della metafisica innescata col criticismo kantiano al panorama postmoderno del pensiero debole abbiamo perso certezze. Nell’arte ritroviamo una guida.
Lo scetticismo antico fu per molti aspetti antesignano del nostro “pensiero debole”: Pirrone propose i rimedî dell’afasia e dell’atarassia.
Attraversò tutto il XX secolo, vedendone la brevità e la lunghezza; il suo pensiero rielabora Husserl e Heidegger alla luce del Talmud.
Nell’epoca dominata da Cartesio e Pascal, Leibniz e Spinoza, uno spirito genuinamente italiano produsse un pensiero altissimo e alternativo.
La sua memoria prodigiosa è celebre quanto il suo discorso “sulla dignità dell’uomo”, che dell’umanesimo rinascimentale fu un’anima.
Un professore in bilico tra socialismo e franchismo, un apolide dello spirito nel secolo del pragmatismo, un erede di tradizioni antiche.
Henri Bergson liberò la scienza del suo tempo dalla morsa del positivismo, e in un’epoca di post-positivismo la sua lezione resta valida.
Il domenicano di Stilo fiorí nel secolo di Cartesio proponendo una dottrina decisamente alternativa a quelle del sistema “chiaro e distinto”.
Recuperare Anassagora e Platone nel bel mezzo dell’era della Scolastica significa, per Cusano, dare di nuovo trascendenza e luce al pensiero.
Nato attorno al 500 a.C., Anassagora fu forse l’inventore del termine “filosofia” e avvicinò il “logos” a un senso pre-platonico.
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