Il #celibato secondo Benedetto XVI e Sarah (contro Francesco?)

Nella giornata di ieri, l’oggi in cui ancora scrivo, hanno chiuso gli occhi sulla scena di questo mondo Gianpaolo Pansa e Roger Scruton, pluridecennali punti di riferimento per moltissime persone.

L’Esortazione “entro Natale”

Nella medesima giornata si è concluso, con la festa del Battesimo del Signore, il tempo di Natale 2019/2020, e proprio in mattinata chiedevo ad alcuni colleghi normalmente ben informati se avessero avuto notizie dell’Esortazione Apostolica post-sinodale, che Papa Francesco aveva promesso «entro Natale». L’avevamo dunque attesa entro l’antivigilia, ma niente. Poi entro l’Ottava, ma niente. Poi entro l’Epifania, ma niente. Infine entro il Battesimo del Signore, e ancora niente. Mi chiedevo se potessimo rimandarla alla Candelora, e se un tale computo lato del “tempo di Natale” fosse rispondente al sentire della riforma liturgica, ma sul finire del pomeriggio è sopraggiunto dal sito del Figaro l’annuncio dell’imminente pubblicazione del nuovo libro scritto da Benedetto XVI – a quattro mani col cardinal Sarah – sulla questione del celibato sacerdotale (appunto una di quelle al centro del dibattito sinodale dello scorso ottobre). 

Immediatamente riattizzato il feroce odio da “scisma freddo” dei nemici giurati di Benedetto XVI e degli irriducibili avversari di Francesco: i primi che, senza aver letto neppure una riga del libro berciano sguaiatamente che il Papa emerito non avrebbe diritto a prendere parola pubblicamente; i secondi che salutano “finalmente” qualcuno a difendere “la dottrina di sempre” dagli stupri dei novatori – senza peraltro aver letto, del libro in questione, una parola di piú rispetto agli altri. Ma che importa? Poiché però la profonda tristezza che m’infonde questo spettacolo indecente mi tiene sveglio, tento di fare qualcosa di utile traducendo qui di seguito le tre pagine del Figaro di “oggi”/domani dedicate all’argomento. 

Prima però vorrei ricordare ai nemici del Papa Emerito che Benedetto XVI non ha firmato alcun «contratto con gli italiani» (o con i cattolici o con chicchessia) nel quale prometteva loro che non avremmo piú sentito parlare di lui: egli promise che non sarebbe tornato «a una vita di viaggi e di conferenze», ma che del resto non lasciava «il recinto di Pietro». Poiché il Diritto Canonico non prevede norme che disciplinino la condotta del Papa Emerito, bisogna rassegnarsi (piaccia o no) al fatto che sia attualmente responsabilità principale di Benedetto XVI contribuire alla definizione di tale praticamente-inedito statuto ecclesiastico. Questo dovrebbero capirlo in particolare modo i docenti di storia ecclesiastica, anche se talvolta alcuni fra loro sono tra i piú scomposti nelle reazioni alle esternazioni di Benedetto XVI. 

Gli altri – gli haters di Francesco – dovrebbero ricordarsi che il Pontefice Regnante fu quello che ormai quasi un anno fa (precisamente il 27 gennaio 2019), tornando da Panama e stimolato sull’eventualità di rendere facoltativo il celibato sacerdotale, egli rispose: 

Mi viene in mente quella frase di San Paolo VI: “Preferisco dare la vita prima di cambiare la legge del celibato”. Mi è venuta in mente e voglio dirla, perché è una frase coraggiosa, in un momento più difficile di questo, ’68/’70… Personalmente, penso che il celibato sia un dono per la Chiesa. Secondo, io non sono d’accordo di permettere il celibato opzionale, no. Soltanto rimarrebbe qualche possibilità nelle località più remote – penso alle isole del Pacifico… Ma una cosa è pensare quando c’è necessità pastorale, lì, il pastore deve pensare ai fedeli. C’è un libro di padre Lobinger [il Vescovo Fritz Lobinger,Preti per domani, Emi, 2009]., è interessante – questa è una cosa in discussione tra i teologi, non c’è decisione mia. La mia decisione è: celibato opzionale prima del diaconato, no. È una cosa mia, personale, io non lo farò, questo rimane chiaro. Sono uno “chiuso”? Forse. Ma non mi sento di mettermi davanti a Dio con questa decisione.

Naturalmente c’è stato chi, già in queste poche ore, ha suggerito che la pubblicazione del libro “Dal profondo dei nostri cuori” sia un tentativo di arginare in extremis l’agognata/temuta “apertura”; non è però mancato chi abbia osservato il contrario, e cioè che proprio la concomitanza tra questa tempestiva pubblicazione e l’inatteso ritardo dell’Esortazione Apostolica potrebbe essere segnale di una manovra concordata unitariamente tra Santa Marta e il Mater Ecclesiæ. Ipotesi suggestiva ma che (oltre a essere non verificabile) mi pare fragile: Francesco potrebbe anche aver incoraggiato una parola del Papa Emerito su questa materia delicata (e sulla quale il Pontefice Regnante sarebbe dichiaratamente portato a posizioni conservatrici), ma la compresenza del cardinale guineano sembra piú difficilmente compatibile con un disegno tanto gesuitico1Per quanto… un disegno genuinamente gesuitico non sarebbe del tutto tale se fosse pienamente prevedibile e comprensibile dall’esterno.. È pur vero che quando Nicolas Diat, l’editore dell’editio typica del libro (in francese) programmò l’uscita per il 15 gennaio e l’anticipazione al Figaro per lunedí 13 (domenica 12 sul sito) doveva già sapere che nel frattempo non sarebbe stata pubblicata l’Esortazione Apostolica. E questo certo fa riflettere…

Mentre riflettiamo, e per aiutarci, riportiamo anzitutto l’introduzione di Jean-Marie Guénois, che sovrasta nelle pagine 2-3 del Figaro odierno una selezione di frammenti del libro. Dopo la selezione, riporteremo (non tradotto) il breve focus dello stesso vaticanista sull’amicizia tra i due co-autori, e infine l’intervista del solito Guénois al cardinal Sarah.


Celibato dei preti: Benedetto XVI esce dal silenzio

In un libro scritto con il cardinal Sarah, il papa emerito prende posizione contro l’ordinazione di uomini sposati. Un’esclusiva del Figaro

Note   [ + ]

1. Per quanto… un disegno genuinamente gesuitico non sarebbe del tutto tale se fosse pienamente prevedibile e comprensibile dall’esterno.

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