Suprematisti si diventa (per noia). Solo la Croce redime

Ho smesso di essere cattolico molto tempo fa, poi ho proprio smesso di essere cristiano. Il cristianesimo è la religione dell’“Aspetta che Dio lo faccia” e questo ha creato un sacco di fottuti codardi nel corso degli anni. È davvero la religione per le masse. Piegati, prendilo in culo, porgi l’altra guancia. Aspetta che Dio se ne occupi. Sii un codardo. Tollera tutto. È patetico davvero.

Questo commento acre è di stamattina su 8chain politics, il famoso forum su cui si danno appuntamento gli odiatori seriali, perché non ci sono moderatori (ciascuno è moderatore del thread che crea), ed è permesso dire tutto ciò che non è esplicitamente illegale negli Stati Uniti d’America. La libertà di espressione, sacra negli USA, protegge questo sfogatoio, che poi invece di sfogare, fomenta: uno grida al complotto giudaico-massonico e dietro una pletora di osannanti “è vero”, “hai ragione” con tante colorite espressioni di improperio.

Che il suprematismo bianco non abbia a che fare col cristianesimo, nemmeno nelle intenzioni, però, ce lo garantisce il commento riportato: esso rappresenta plasticamente il pensiero di queste persone travolte dalla rabbia, bramose di un machismo muscolare volto a proteggere aggredendo, mirato a difendere una non precisata razza bianca europea.

Qui si osanna Breiviks, si diffonde il suo manifesto (un pdf da 1047 pagine, incredibile davvero, ci sono 6 pagine di solo indice), ma anche i pesci più piccoli come il nostro Traini (il quale davanti agli inquirenti si dichiarò pentito del suo movente razzista, mi risulta, ma qua dentro sembrano ignorare completamente il fatto). Ora il nuovo eroe è il giovanissimo Earnest, colpevole invero di essere riuscito ad ammazzare solo una persona.

Il fil rouge del pensiero suprematista è che i bianchi europei siano vittime: gli africani con la pelle color della merda, gli asiatici scemi occhi a mandorla, gli schifosi ispanici, e gli odiatissimi burattinai della finanza, gli ebrei, sono tutti nemici che vogliono sopprimere la meravigliosa, superiore, eletta (chissà da chi) razza bianca europea. Mi manca il fiato. Mi guardo allo specchio: sì, è vero, io sono davvero bianca, bianchissima anzi (le 6 lampade fatte l’estate scorsa non hanno sortito il minimo effetto), ma mio fratello ha la pelle olivastra, che si abbronza in un attimo; il chitarrista della mia band, forlivese doc da svariate generazioni, sembra un nepalese, tanto è cotto dal sole (il suo hobby preferito è la pesca), col viso incorniciato dai capelli neri come la pece. Cos’è la razza bianca europea? Ho tre nipoti bellissime: una è bionda con gli occhi azzurri, una mora con gli occhi verdi, una castana con gli occhi blu. Sono sorelle. 

Mio cognato è inglese: i suoi lineamenti e i suoi colori lo svelano straniero, in mezzo a questa Italia assai più scura, dai profili più netti, gli zigomi più spigolosi. Non sembriamo della stessa razza. I suprematisti ci vorrebbero tutti morti, noi meticci? Anche Traini non mi pare tanto nordico, a guardarlo: forse che la razza è una questione di appartenenza spirituale, più che genetica?

Non ha senso cercare un senso: le motivazioni stanno molto più sotto del piano razionale, affogate nell’inconscio, nell’energia inespressa di generazioni senza uno scopo, senza ideali a cui donare con abnegazione la vita, senza sacrifici da fare per il bene di qualcuno oltre se stessi.

Che sia così, ce lo dice la cronaca: quattordici ragazzi a cavallo della maggiore età, qualcuno sopra, qualcuno sotto, hanno tormentato, seviziato e infine ucciso un pensionato sessantaseienne solo e psichicamente fragile. È successo a Manduria, in provincia di Taranto, e qui moventi ideologici non ce ne sono. I ragazzi tenevano tutti famiglia, nessun disagio particolare, niente da segnalare. Una madre straziata dalla scoperta del guaio colossale in cui si è cacciato suo figlio, ha detto attonita di voler, malgrado tutto, credere al figlio che dichiara di non aver partecipato attivamente ma di aver solo ricevuto il video delle angherie e averne riso con gli amici. Anche questo è gravissimo, certo, la madre lo sa, ma lancia una domanda sinceramente aperta al mondo: come avrebbe potuto, lei, accorgersi di quello che il figlio combinava? Non ha visto comportamenti strani, niente atteggiamenti da drogato, da ubriaco, niente segni di percosse, niente mutismi, niente turbamenti. Che il figlio ridacchiasse delle torture inflitte ad un innocente, lei, madre, come avrebbe potuto avvedersene?

Nella lettera aperta lasciata da Earnest egli dice esplicitamente che tutta quella ideologia folle non gliel’hanno insegnata i suoi genitori (“purtroppo”, dice anche), ma l’ha dovuta imparare da sé. Poi cita un famoso youtuber fancazzista come ispiratore (e pure finanziatore, invero, spero che qualcuno approfondisca la questione), e si aprono voragini di abisso sotto i nostri piedi: anche mio figlio ride come un matto a guardare i video di qualche beniamino mentre gioca al videogioco del momento, mostrando trucchi speciali e facendo commenti esilaranti. Certo io impongo la censura del canale se capto qualche parolaccia, ma poi lui tante volte infila le cuffie. Lo vedo che ride, penso che un video su minecraft non può fare del male, lascio correre. Ma anche Earnest cita minecraft.

Il male, dunque, si annida in questi trastulli che consideriamo innocui o alberga nel cuore dell’uomo? Possiamo proteggere i nostri figli dalla banalità volgare del male sottraendo loro occasioni di ascolto di pensieri subcoscienti portati in superficie su labbra altrui, o c’è il modo di fornire loro gli anticorpi per reagire a questi virus?

Io credo nel valore redentore della croce: credo che ai nostri giovani dobbiamo chiedere più sacrificio, più sforzo, più fatica, perché ne hanno bisogno, perché hanno una potenza interiore che richiede carichi pesanti da sollevare per sfogare tutta la propria energia. Invece siamo sempre lì a spazzare la strada davanti, perché non inciampino, e a volte pure dietro, per cancellare le tracce dei loro errori. Dobbiamo imporgli di fare il letto, di contribuire alle faccende di casa, di falciare il prato, di fare i compiti, tutti e bene, di prendere impegni, tanti, e prestare fede a tutti: musica, teatro, sport, volontariato. Gioco di squadra, attività collaborative, intergenerazionali, responsabilità. E lavoro anche, appena l’età lo permette: d’estate si può aiutare un parente in qualche attività artigianale, fare il cameriere in riviera, la baby sitter, dog/cat sitter, dare ripetizioni ai più piccoli. Dobbiamo dire “ti affido questo, mi fido di te, ma il peso è ora tutto tuo”, e poi dobbiamo mollare la presa. Bisogna farlo presto, prima di quanto vorremmo. Perché altrimenti i nostri figli vanno ad ammazzare la noia ammazzando persone, vanno a sfogare l’energia dietro a idee da folli, vanno a misurare il proprio eroismo facendo i vigliacchi.

Non è vero che il cristianesimo insegna ad essere arrendevoli e codardi: il fatto è che il nemico non sono gli altri, ma siamo noi stessi. L’eroismo è la capacità paziente e tenace di puntare al bene comune, non solo al nostro, con sforzo quotidiano e tensione costante. Ed è soprattutto l’incontro d’amore con una Persona. Non basta dirsi cristiani per esserlo, dice Earnest: su questo, solo su questo, hai ragione. Povero figlio, che il peso delle conseguenze del tuo gesto possa insegnarti davvero ad essere uomo.

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1 Commento

  1. Salve!

    Beh! Allora, se noi europei siamo la razza “eletta”, io sono a posto!
    (sto scherzando… !)

    Mia madre è nata nel 1938 (!) e sul suo certificato di nascita c’è scritto (ovvero c’era scritto … ma lei ha conservato l’originale…) “razza ariana” (che tristezza… che leggi assurde abbiamo avuto…). Quindi io sono almeno al 50% “ariano”… mio padre è di lontana origine toscana (la sua era una ex famiglia ‘nobile’ decaduta, scacciata ai confini del Granducato e dedita, nei secoli passati, al contrabbando di beni fra lo Stato Pontificio ed il Granducato)… dalla parte di mia madre sono tutti biondi, dalla parte di mio padre sono decisamente mori… io ho preso da mia mamma e mi brucio al sole come i teutonici spiaggiati sulle rive adriatiche… quindi gli europei, gli italiani, sono un misto? Direi di sì… i miei figli hanno anche sangue marchigiano perché i genitori di mia moglie erano di radici marchigiane… ci sono anche (oltre ai germanici) dei francesi e dei lombardi nel nostro albero genealogico… sono nato in Svizzera e sono cattolico, sono diacono permanente e sono anche circonciso!

    Ah! allora a ripensarci meglio non sono più tanto a posto!
    (aka: siamo tutti pazzi?!)

    Scusate il divertissement, è bello poter prendere in giro qualche razzista ogni tanto…
    e quello che ho scritto su di me è comunque vero…

    saluti

    MM

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