Rotta su Panama: la partenza del Kêr Maï vista da LaVie.fr

Per alcuni le Giornate Mondiali della Gioventù (che si terranno a Panama dal 22 al 26 gennaio 2019) sono ancora lontane. Per 17 giovani francesi, invece, l'ora di imbarcarsi è già arrivata. È in barca a vela che attraverseranno l'Atlantico. Reportage.
di Sixtine Chartier1Traduzione mia.

Impossibile andare più ad ovest, in Francia, per via di terra. In capo alla penisola di Crozon, nel dipartimento che porta l’eloquente nome di Finistère, una piccola cappella si erge su un lembo di terra di fronte al porto. È dedicata a Notre-Dame de Rocamadour, Madonna nera venerata nel santuario di Lot, invocata da secoli per proteggere i navigatori. Questo venerdì 31 agosto sono presenti alla messa 17 giovani sul punto di partire su due barche a vela verso Panama, dove a gennaio si terranno le Giornate Mondiali della Gioventù attorno a Papa Francesco. Cinque mesi di mare in prospettiva, con degli scali nella penisola iberica, in Africa, alle Antille e in America latina, e dunque in ballo c’è una traversata atlantica… senza contare il ritorno, che alcuni faranno in barca a partire da maggio. In Spagna si unirà a loro una famiglia che parte a fare il giro del mondo in barca a vela e che li accompagnerà a Panama.

«Concedeteci di vivere da appassionati, pronti a essere ritenuti irragionevoli, ad restare folli, liberi e spontanei», domandano alla Vergine alla fine della Messa. E di sicuro la follia non risulta estranea al progetto. Studenti e liberi professionisti tra i 20 e i 28 anni, venuti da tutta Francia e da orizzonti differenti, hanno un ideale immenso. Tutti evocano la ricerca di un’avventura straordinaria con una forte dimensione spirituale. Per i tre quarti sono dei veri neofiti, in termini di vela. Ma niente panico, ma sono guidati da due skipper navigati: Jean-Yves Robert, sulla sessantina, ex capitano di linea passato nella marina mercantile e oggi in pensione, vicino alla Caritas di Tressaint; e Thierry Pichon, sulla cinquantina, ex ufficiale della marina francese.

Il mare è un luogo di purificazione – ricorda durante l’omelia il celebrante, mons. Dognin, Vescovo di Quimpier, la voce calma –. La sua impetuosità ci ricorda la nostra piccolezza. L’orgoglio umano si smarrisce di fronte al mare.

Eppure è difficile ravvisare inquietudine nei giovani avventurieri: se ne trova, al limite, in alcuni genitori presenti alla partenza. «Siamo un poco in apprensione», mormora un padre non senza un eufemismo.

Li sosteniamo profondamente – ricorda una madre con forza, prima di aggiungere a bassa voce: – anche se abbiamo una stretta allo stomaco e un grosso nodo alla gola quando si lascia partire un figlio verso l’ignoto. Mi sforzo di essere serena.

«Gli skipper hanno l’aria seria», si consola un padre. Dalla parte dei giovani Tristan, 28 anni, tecnico di laboratorio a Saint-Brieuc, riconosce se non altro un po’ di stress alla vigilia, a causa degli imprevisti dell’ultimo minuto – numerosi e di peso (carenaggio da rifare, desalinizzatore in panne, eolica non funzionale…). Senza dubbio sa meglio di altri quello che lo attende in mare. È il Secondo di Jean-Yves sul Kêr Maï, barca a vela di 13,5 metri dalla chiglia gialla e con un’immensa Vergine Maria sulla vela maestra: sa navigare, «come molti bretoni».

L’equipaggio non si rende conto – ci confida – Arriveremo a Panama sfiniti. Il corpo dovrà adattarsi al tiro dei quarti di notte. E tutto dipenderà da come gestiremo il sonno e l’alimentazione.

«Non sono stressata – afferma Manon, 20 anni, originaria di Coutances, una rosa dei venti tatuata sul braccio – ma forse quando ci troveremo a qualche miglio da terra sarà tutta un’altra cosa».

Pierre, studente di architettura a Parigi, non va troppo per il sottile:

Penso che tra un paio di settimane esploderemo, non ci potremo sopportare. Spero che tutti se ne rendano ben conto.

Però resta sereno:

Questo ci insegnerà ad amare la persona che non hai voglia di amare. Chiameremo in azione Dio per aiutarci.

Ci sta bene, Dio non è assente da questa avventura. È anzitutto un pellegrinaggio, ripetono i giovani, e non una semplice crociera. Sul Kêr Maï è stato allestito un tabernacolo per portare la “presenza reale” […] a bordo, e dei sacerdoti si alterneranno (nella misura del possibile) sull’Exultet, l’altra barca a vela (di 18 metri). Per i primi 15 giorni, si tratterà di frate Philippe Néri (comunità di Saint Jean), calzini nei sandali, abituato ai pellegrinaggi in barca. Celebrerà la messa a bordo «se il tempo lo permetterà». Una statua di Santa Maria la Antigua, vergine venerata a Panama, li accompagnerà anch’essa. È stata affidata alla delegazione francese della GMG da mons. Ulloa, arcivescovo di Panama.

All’interno delle barche è tutta questione di stivaggio. Il più piccolo millimetro conta, tanto è esiguo lo spazio. «Dormiremo dentro a una micro-cuccetta», dice Blandine in uno scoppio di risa. Thierry, parlando a voce bassa e rapida, ricorda le parole d’ordine da rispettare: «Pulizia, ordine, disciplina, attenzione agli altri…». Quando non sta correndo da una parte all’altra della barca, lo skipper – occhi blu, capelli corti – non nasconde l’entusiasmo:

20-30 anni è l’età ideale: sono svelti, pieni di buona volontà, non indifferenti, assetati d’assoluto… Questi giovani vogliono superarsi, bisogna accompagnarli in questo.

«Thierry! Il vano motore si riempie d’acqua!», urla una voce dalla barca. Thierry sparisce nella cabina. Lo ritroviamo qualche decina di minuti più tardi:

Sì, è una cosa completamente folle. E tuttavia resta ragionevole. Ho navigato per 15 anni in tutti i mari del globo. Ci sono più pericoli a costeggiare la Bretagna che ad attraversare l’Atlantico. La difficoltà della transatlantica è soprattutto psicologica: si aspetta la terra per settimane e si ha l’impressione di non procedere.

Bisognerà contare 15-20 giorni di traversata per l’Exultet e almeno 20 per il Kêr Maï.

A causa del ritardo accumulato l’equipaggio di Exultet ha deciso nel pomeriggio di rimandare la partenza all’indomani mattina. Ma sul Kêr Maï Jean-Yves è determinato. Occhiali da vista in fronte, barba di tre giorni argentata, ha preso la sua decisione: «Salpiamo». Sul ponte è ammuina – non ci credevano più. Dopo un’ultima corsa fino al parcheggio per andare a recuperare oggetti mancanti è l’ora (breve) degli addii. Pronti a salpare, i 7 membri dell’equipaggio mollano gli ormeggi. Le due barche si ritroveranno in Spagna, dopo tre o quattro giorni di mare, per un passaggio a Santiago de Compostela.

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1. Traduzione mia.

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