Quando Biglino fa il gioco delle tre carte con Paolo, Giovanni… e Marcione

SAINT JOHN THE APOSTLE SAINT PAUL | Public Domain - MAURO BIGLINO Photo Credit: GABRIELE GERACI (CC BY-NC-SA 2.0)

Il capitolo 5 di Antico e nuovo testamento, libri senza Dio si apre con una biliosa tirata contro

un libro di guerra pieno di eccidi e stermini, sotterfugi, inganni, uccisioni e tradimenti, atti assolutamente inaccettabili e immorali.

(p. 133)

Addirittura – come se una boutade fosse una grande idea – Biglino richiama la proposta di citare in giudizio in una Norimberga 2… “Dio” (o chi per lui). Transeamus.

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Partendo da queste premesse – che sono coartatamente e faziosamente estrapolate scartando innumerevoli passi contrastanti (il Tanak non parla esclusivamente di guerre e di conquiste territoriali…) – Biglino afferma che «il Dio della teologia» sarebbe stato “inventato” per giustificare l’ingiustificabile cronaca di antichi massacri. E Biglino dovrebbe decidersi, una buona volta:

  1. o la Bibbia è l’inganno ordito per soggiogare le coscienze,
  2. o essa è il mezzo per svelare l’inganno.

Se si vorrà affermare che essa è l’una e l’altra cosa insieme, bisognerà spiegare:

  1. come mai persone tanto sagaci come “gli ideatori delle religioni” non abbiano pensato di mantenere la “religione” (dei cui proventi dovevano vivere) e di eliminare “il corpo del delitto” (cioè le Scritture); o in alternativa
  2. come mai “la religione”, che Biglino di tanto in tanto definisce la più grande e raffinata invenzione intellettuale dell’umanità (o parole simili) possa essere smantellata pezzo a pezzo da un uomo senz’altro mediamente intelligente ma completamente ordinario come lo stesso Biglino.

Marcione, i Testamenti e le prime bugie su Gesù

Il quale afferma che chi ha compreso «la natura del Vecchio Testamento» (cioè – stando a Biglino – l’essere un ricettacolo di nefandezze) affermerebbe che il Nuovo Testamento avrebbe natura completamente differente. E questo è quanto mai errato: Marcione e i suoi seguaci hanno professato una simile dottrina. Non la Chiesa cattolica. Anzi Marcione fu, a quanto ne sappiamo, il primo eretico a essere condannato dalla Chiesa (non fu ucciso: checché ne dica Biglino, il primo eretico a essere condannato alla pena capitale passò per le mani di un imperatore, e contro il parere dei Vescovi…).

L’affermazione «semplicistica e immotivata» (134), come la definisce Biglino, non è quindi contenuta nella dottrina cattolica, bensì nella copia di mille riassunti che Biglino fa del marcionismo.

Gingillandosi in oziose amenità linguistiche («bisognerebbe dire, correttamente, Giosuè il Messia e non Gesù il Cristo» – transeamus), il Nostro elenca tre dati dogmatici cristiani – il terzo impreciso al limite della falsità – e lascia intendere di volerli smontare. Vediamo quali sono: Gesù

  1. è il figlio unigenito di Dio;
  2. è stato mandato per liberare per sempre l’umanità dalla macchia del peccato originale che genera la morte;
  3. il Dio padre è quello dell’Antico Testamento (Yahweh).

Dunque, dicevamo che il terzo asserto risulta pesantemente condizionato dalla dottrina marcionita che (spero non in buona fede – sarebbe indice di grave ignoranza) Biglino ha spacciato per dottrina cattolica: l’Antico Testamento non è, per la dottrina cattolica, “il libro di Dio Padre”, come il Nuovo non è “appannaggio del Figlio”. La dottrina cattolica professa l’unitrina deità che si manifesta in un’unica e costante rivelazione: Ireneo vedeva il Figlio e lo Spirito già nelle due mani di Elohîm creatore; Origene afferma che alle querce di Mamre fu il Figlio, in compagnia di due angeli, ad apparire ad Abramo (e una simile esegesi si trova già esposta nell’ebreo Filone…).

Biglino è certamente libero di non condividere queste impostazioni ermeneutiche, ma resta nondimeno tenuto a rispettare l’integrità del testo: che la “teologia” – come dice lui – sia una sovrastruttura concettuale della Scrittura lo dice lui, appunto – e per dirlo ha molte meno prove di quante ne abbia per sostenere le strampalate tesi paleoastronautiche di Peter Kolosimo e Zecharia Sitchin (e queste ultime stanno a zero prove, zero reperti, zero evidenze… solo tanta fantasia).

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La fallacia dell’approccio di Biglino ai testi risulta evidente già nei tre punti che ha indicato, perché – escludendo il terzo, che come ho detto non corrisponde alla dottrina cattolica ma alla prima eresia ufficialmente condannata dal cristianesimo, e riconoscendo che la categoria di “peccato originale”, come pure quelle di “trinità” e di “incarnazione”, è un’elaborazione dogmatica posteriore all’epoca testamentaria – entrambi gli altri si giustificano con dirette e chiare citazioni bibliche. Quanto al “figlio unigenito di Dio”, si legge nel Vangelo secondo Giovanni:

Dio nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.

Gv 1, 18

Quanto al fine della missione di Gesù, leggiamo nel Nuovo Testamento che

il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo.

1 Gv 3, 8

e nell’Antico che

la morte è entrata nel mondo per l’invidia del diavolo.

Sap 2, 24

Eh, già: pare che la Bibbia non parli solo di guerre. Spero che Biglino non protesti dicendo che il libro della Sapienza non figura nella Tanak, perché non farebbe che aggravare la propria posizione – quella di chi parla di Bibbia impugnando un testo del IX secolo d.C. (il Testo Masoretico della Bibbia ebraica) contro uno del II secolo a.C (la traduzione alessandrina detta “dei LXX”).

Informazioni su Giovanni Marcotullio 297 articoli
Classe 1984, studî classici (Liceo Ginnasio “d'Annunzio” in Pescara), poi filosofici (Università Cattolica del Sacro Cuore, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, PhD RAMUS) e teologici (Pontificia Università Gregoriana, Pontificio Istituto Patristico “Augustinianum”, Pontificia Università “Angelicum”, PhD UCLy). Ho lavorato come traduttore freelance dal latino e dal francese, e/o come autore, per Città Nuova, San Paolo, Sonzogno, Il Leone Verde, Berica, Ταυ. Editor per Augustinianum dal 2013 al 2014 e caporedattore di Prospettiva Persona dal 2005 al 2017. Giornalista pubblicista dal 2014. Speaker radiofonico su Radio Maria. Traduttore dal francese e articolista per Aleteia Italiano dal 2017 al 2023.

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