Non prendete per oro colato la Narrazione Occidentale del Signore degli Anelli

Un internauta elvetico propone un provocante rovesciamento della prospettiva del narratore de Il Signore degli Anelli sulla falsariga della propaganda putiniana.

Ovviamente non sto dicendo che sono schierato dalla sua parte, ma dovremmo anche dire che forse forse colui che abbiamo definito come nemico non aveva poi tutti i torti.

Sauron ha regalato in dono anelli ai re di elfi, uomini e nani e il risultato è che questi poi, non essendosi accontentati, si sono organizzati e si sono coalizzati contro di lui; sono andati a casa sua, gli hanno tagliato un braccio e pure rubato il proprio anello personale, ovvero il suo bene più prezioso.

Io non sono un filo-sauroniano, ma è innegabile che oggi Sauron si senta minacciato; infatti, se escludiamo le Terre Selvagge a Nord, Ruhn ad Est ed Harad a Sud, Mordor è praticamente circondata da quegli stessi popoli che in passato lo hanno tradito, senza contare che oggi è disabile, non si può muovere dalla sua residenza, è pienamente giustificato ad essere sulla difensiva.

Io non sono un filo-sauroniano, ma pensate veramente che le razze occidentali siano meglio? I nani sono avidi e scavano nelle grotte appropriandosi dei tesori altrui, sono pure disposti ad uccidere animali in via d’estinzione come draghi e balrog pur di espandere le ricchezze; gli elfi sono razzisti e codardi, non si vogliono mescolare con le altre razze, provocano Mordor e poi scappano, perché questa è la verità, nessuno di loro vuole morire per Minas Tirith. Infine per quello che riguarda gli uomini vi chiedo: dove era Gondor quando cadde l’Ovesfalda?! Forse prima di criticare Sauron, l’Occidente dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza.

Io non sono filo-sauroniano, ma dovreste sentire la storia del re degli Haradrim, Ranzam Kavyrod: Sauron lo ha trovato orfano e lo ha trasformato nel re della sua terra.

Io non sono filo-sauroniano, ma vi ricordo che persino illustri intellettuali si sono opposti alla narrazione occidentale: Saruman è uno di costoro! È un uomo di cultura e di scienza, che in poco tempo ha trasformato Isengard in una potenza industriale con zero disoccupazione.

Io non sono filo-sauroniano, ma direi una bugia se negassi che i popoli occidentali sono oramai in totale decadenza: gli elfi sono effemminati, gli uomini ubriaconi, i nani onanisti… Mentre gli orchi riescono ancora sostenere i valori di una volta: sono forti, lavorano dalla mattina alla sera, non si lamentano mai e servono la patria onorandola ogni giorno. Un recente sondaggio ha dichiarato che il 99% degli orchi appoggia pienamente Sauron.

Io non sono filo-sauroniano, ma aiutare Gondor significherebbe solamente prolungare una agonizzante guerra. Sarebbe meglio per Gondor se si arrendesse e accettasse le condizioni che sono favorevoli a Mordor solo per il 90%: del resto incoronare la Bocca di Sauron come nuovo re di degli uomini e l’accordo di non stringere nuove alleanze, nemmeno difensive, sono compromessi assolutamente di buon senso.

Io non sono filo-sauroniano, ma ci sono troppe Fake News: chi di voi ha realmente visto l’invasione di Osgiliath? Un mio fidato amico, l’altro giorno al bar, mi ha giurato che in realtà è stato Faramir ad aver attaccato i propri uomini il quali, legittimamente, essendo pacifisti, non volevano andare in guerra. La fonte è affidabile, glielo ha detto suo cugggino.

Inoltre se anche Sauron conquistasse ¾ della Terra di Mezzo, sono convinto che egli sappia dove fermarsi e che lascerebbe in pace noi Hobbit: infatti Mordor ci ama molto, i Nazgul vengono spesso in vacanza a Hobbiville ed i mordoriani apprezzano la nostra erba pipa; devo forse ricordarvi che Sauron, dopo aver suonato l’inno della Contea al pianoforte, si è commosso e ha detto che ci ama talmente tanto che il suo sogno è poterci governare per un periodo e sistemare in cinque minuti tutti i nostri problemi?

Usate la vostra testa
#StoptheRingWar

Oleg Shupliak, The Great Battle of Ukraine with Mordor, 2022

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8 Commenti

      • Vizi e virtù stanno da entrambe le parti, il problema è riconoscerli facendo autocritica e raffinando il proprio senso critico contro le due propagande, Russa da una parte e Occidentale dall’ altra: compito non semplice, come abbiamo visto sul tema pandemia, purtroppo.
        L’occidente ha tante colpe, come le ha la controparte: cercare la “pace” attaccando è sbagliato come cercarla inviando armi in una nazione con una vera e propria guerra civile in atto da anni.
        Chi ci rimette, sempre il popolo, di qualunque etnia, nazione, religione.
        Bello comunque l’ esercizio di questa lettura, grazie

        • Non ho ancora conosciuto un anti-atlantista – a cominciare da Putin – che non mandi i figli a vivere e studiare nell’odiato Occidente, dove si può leggere quel che si desidera, vivere come meglio si ritiene, accedere a informazione assai variegata (e necessariamente diseguale nella qualità) nonché scrivere quel che si vuole sui social con la serenità di chi sa che non per questo la polizia andrà a cercarlo.
          E penso che, da tutto ciò che scrivo, ovunque traspaia come io non sia affatto un entusiasta dello stile di vita occidentale. Però non può esserci “equidistanza” tra chi aggredisce e chi è aggredito (la storia della guerra civile in Donbass fa parte della propaganda putiniana: si tratta di due disordini assolutamente non omogenei e non commensurabili).

          • Vero, sintomo che il peccato dilaga, e tanto è I valori persi, o addirittura barattati (mammona è sempre presente). Proprio per questo dobbiamo essere prudenti e discernere senza fossilizzarci sul bianco o nero. Le divisioni sono diaboliche.
            Sicuramente la situazione in donbass può essere non comparabile, ma non è totalmente corretto dire che sia solo ed esclusivamente propaganda: ho letto di una onlus che lavora lì da tempo e vivono sul campo le altrettanto aberranti aggressioni.

          • Quando il conflitto in Donbass scoppiò io vivevo insieme con un anziano monaco ortodosso… figuriamoci se posso essere uno di quelli che ne sentono parlare adesso. Quello stesso monaco, in queste settimane, sta mettendo in salvo nei suoi monasteri piú rifugiati possibile: sul Donbass continua a dirmi che ci sono «minoranze russe, non solo russofone, che vivono lí», ma sulla guerra non mette la minima sfumatura (come molti altri ecclesiastici ortodossi). Lo stesso Kyrill, sta, secondo me, cercandosi nel rapporto con Francesco un salvacondotto per il dopoguerra (che forse dovrà essere anche un dopo-Putin).

          • Preghiamo allora, e tanto, per tutti!
            Siamo tutti orchi/peccatori, nessuno escluso, coi nostri tanti vizi e quelle virtù/talenti che, rimettendoli in Dio che ce li ha donati, faranno frutto!
            Abbiamo già tanto sofferto per le divisioni nate dalla pandemia, non diamo un’altra occasione al Maligno!

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