«Noi non ci vergogniamo di Ratzinger»: la dichiarazione dei condiscepoli

Mi ha sinceramente scioccato (e un poco pure scandalizzato1È ogni volta una sorpresa, vedere che qualcosa riesce ancora a perforare i miei ormai non piú tenerissimi calli.) leggere la dichiarazione del Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca che ancora insisteva col dire che Benedetto XVI dovrebbe chiedere scusa per le sue azioni (azioni! neanche “omissioni”!) relative allo scandalo degli abusi.

Mi sembra inconcepibile che all’indomani della pubblicazione del testo di mons. Oster, il quale non esprime mere opinioni personali bensí porta all’attenzione pubblica una prova (già pubblicissima essa stessa, peraltro)

  • della non colpevolezza del card. Ratzinger in merito al famigerato “Caso H”;
  • dell’affermazione dell’esistenza (non del tutto passata) di un intero sistema che fatica a considerare il valore personale delle vittime;
  • dell’insipienza di certe linee difensive tuttora praticate fino ai massimi vertici della gerarchia ecclesiastica;

qualcuno (e non gente a caso, bensí i confratelli di Oster nell’episcopato!) abbia ancora voglia di fare l’esame di coscienza a quello che – documenti alla mano – è ancora il primo vescovo cattolico ad aver preso sul serio la questione degli abusi, già anni e decenni prima del “caso Spotlight”, senza essere incalzato da media e opinione pubblica… e senza dover far quadrare i conti di diocesi che sempre piú sembrano concepirsi come sportelli di un franchising planetario.

«Un pezzo di pane è piú cattivo di Benedetto XVI, ma di debole non ha niente» (Papa Francesco)

Questa mattina ho letto sul Neues Ruhrwort che l’88enne Wolfgang Beinert, già professore di teologia a Regensburg (nonché assistente, lí e a Tübingen, del professor Ratzinger!), aveva dichiarato una settimana fa alla Augsburger Allgemeine che Ratzinger aveva mentito sulle riunioni del 1980 («Auch Päpste sind vor Lügen nicht gefeit»), e che pertanto avrebbe dovuto semplicemente chiedere scusa. Ancora!

Io credo che Ratzinger non abbia ancora afferrato le proporzioni di quello che è accaduto.

Wolfgang Beinert rispondendo a Daniel Wirsching, 24 gennaio 2022

Parole inaudite. Perlomeno però anteriori allo scritto di mons. Oster, e non posteriori.

Questa mattina è stata pubblicata sulla Tagespost una dichiarazione del nuovo Schülerkreis che riafferma la propria prossimità e devozione all’antico professore «auch in dieser schweren Situation». Ho voluto produrne e proporne una traduzione per un motivo personale, oltre ai tanti legati al dovere di offrire l’informazione migliore possibile: fin da quando ero un giovane liceale, il lavoro teologico e dottrinale di Ratzinger ha ispirato e formato la mia ricerca e la mia spiritualità. I dottori ecclesiastici a cui devo altrettanto o di piú (Agostino, Tommaso, Bach, Guardini, De Lubac, Balthasar, Schweitzer…) furono dei giganti e dei comes vitæ anche per lui. Di tutti costoro Ratzinger si è sempre sentito e detto un condiscepolo, alla sequela dell’unico Maestro.

Ora, non pretendo certo di ribaltare con questo o con altro il destino di Benedetto XVI, ma da un lato vorrei ricordare (a me stesso e a tutti) che quel destino d’infamia è analogo a quello del Figlio di Dio, odiato per ragioni che nulla hanno a che fare coi pretesti addotti; dall’altro – rammentando la risposta di Giovanni della Croce a Cristo che gli chiedeva quale ricompensa volesse per ciò che aveva sopportato2«¡Señor, sufrir y ser despreciado!». – vorrei ricordare (a me stesso e a tutti) che non mi vergogno di essere sempre stato condiscepolo di Ratzinger. Anzi: «In hac fide vivere et mori statuo».



Nei giorni successivi alla pubblicazione del Rapporto-WSW3In Italia meglio noto come “Rapporto Monaco”. sui casi di abuso nell’arcidiocesi di München-Freising, in molti hanno aspramente criticato il Papa Emerito Benedetto XVI, giungendo perfino a tacciarlo di menzogna. Donde vengono screditati non solo la sua persona e il suo ufficio, ma anche la sua opera pastorale e il suo grande lavoro teologico.

Qui il documento originale degli allievi di Ratzinger

Per il Nuovo Circolo di Alunni [Der Neue Schülerkreis] di Joseph Ratzinger/Benedetto XVI, i cui membri si lasciano ispirare dalla sua opera teologica, nel loro lavoro, e intendono trasmettere questa eredità, è una cura importante quella di esprimere la propria prossimità al proprio eponimo anche in questa difficile situazione.

Ultima immagine (nota) di Benedetto XVI – foto scattata il 31 gennaio 2022 (© Fondazione Ratzinger)

Come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, egli ha messo mano alla lotta per l’eradicazione degli abusi nella Chiesa, e ha avviato la promozione di nuove e decisive misure canoniche, che come Papa ha poi successivamente continuato a sviluppare. A tal proposito egli ha sempre cercato, con molta sensibilità e soprattutto nei suoi viaggi apostolici, di incontrare le persone colpite da abusi, e non ha lasciato dubbio alcuno su quanto si vergognasse dei crimini nell’àmbito della Chiesa Cattolica.

Chi desidera conoscere il pensiero di Papa Benedetto sulla crisi degli abusi vada a cercarlo nella sua toccante lettera ai Cattolici d’Irlanda, del 19 marzo 2010.

Nel Dossier allegato si riassume il suo impegno contro gli Abusi: Dossier Tagespost-Stiftung.

Qui il dossier speciale (42 pagine) che nel 2019
la Tagespost ha dedicato agli sforzi di Benedetto XVI

nella lotta agli abusi

Si possono trovare ulteriori informazioni nella sezione Info del sito del Neuer Schülterkreis:

Nel rapporto personale con Joseph Ratzinger/Papa Benedetto XVI abbiamo sempre potuto tornare ad esperire quanto profondamente, in tutto il suo operato, egli sia rimasto fedele al motto episcopale “Cooperatores veritatis”. Di questo gli siamo grati.

31 gennaio 2022

Prof. Dr. Christoph Ohly, P. Dr. Sven Leo Conrad FSSP, Pfr. Dr. Rainer Hangler 
(il Consiglio del Neuer Schülerkreis)

P. Prof. em. Dr. Stephan Horn SDS, P. Prof. em. Dr. Vincent Twomey SVD, Dr. Josef Zöhrer (Membri dello Schülerkreis)


scritto da

Note

Note
1 È ogni volta una sorpresa, vedere che qualcosa riesce ancora a perforare i miei ormai non piú tenerissimi calli.
2 «¡Señor, sufrir y ser despreciado!».
3 In Italia meglio noto come “Rapporto Monaco”.

Be the first to comment

Di’ cosa ne pensi