Perché non entro nel labirinto di Biglino: risposta a una lettera

Lo so, siamo all’ultima decade di agosto e tutti abbiamo cose piú serie da fare, avvicinandosi il termine di questa non-vacanza prima dell’inizio del nuovo non-anno sociale. Ho invece ricevuto qui dalla posta del sito una mail che – tornando a pormi un quesito che periodicamente torna ad annoiarmi – mi ha indotto stavolta a rispondere. Semel pro semper. Almeno si spera.

Ecco dunque il testo della mail (auferto equidem nomine):

Controreplica a critiche verso Biglino

Sfogliando in internet mi sono imbattunto in questo articolo:

https://it.aleteia.org/2017/05/09/elohim-mauro-biglino-dio-alieno-critiche/

Solo una considerazione: come mai lei e molti altri criticate Biglino non andando nel merito delle cose ma in modo superficiale? Le sue tesi sono tratte dalla traduzione cruda del testo biblico, andate nel merito di queste tesi e non state nel vago.

Lettera firmata

E questa è la breve risposta che ho voluto dare:

Gentilissimo, 
provo a rispondere alle sue domande, anche se talvolta quando mi vengono poste in questo modo non sono realmente interessate alle risposte. 

Anzitutto io ho scritto quattro articoli contro Biglino, non uno, e abbastanza puntuti e poco superficiali da riscuotere l’attenzione dello stesso de cujus (oltre che da essere menzionati nella stessa pagina Wikipedia a lui dedicata).

  1. Qui si parla della famosa questione della parola “אֱלוֹהִים”;
  2. Qui si prosegue e si descrive “il giro di Biglino”;
  3. Qui si contesta la sua “copia di mille riassunti” del marcionismo;
  4. Qui si mostra per tabulas che è lui a falsificare i testi.

Li ho scritti su richiesta esplicita dei miei capi e unicamente per Aleteia, che ha avuto riguardo di quanti siano potuti incappare nelle truffe di Biglino e senza loro colpa restarvi irretiti. Da parte mia, mai avevo sentito parlare di lui né l’avevo trovato citato in contesti serî (riviste accademiche, convegni, monografie): ora forse lei dirà che in questi contesti non lo si citerebbe in quanto si avrebbe timore della sua “verità”, e in tal caso lei avrebbe già professato la sua scelta, nella quale certamente non pretendo di intervenire… 

Vorrei invece farle osservare che, quando si parla di traduzioni, criticare il criterio ermeneutico è quanto di piú specifico e stringente si possa fare: tagliare un centinaio di pagine da I promessi sposi per dimostrare che quel romanzo parlerebbe solo di economia, o di politica, o di costumi popolari, è certamente possibile ma evidentemente fuorviante (rispetto alle intenzioni del Manzoni e rispetto all’evidenza riscontrata da chiunque legga onestamente il romanzo) – fatta salva la libertà di ciascuno di non apprezzare affatto il suddetto romanzo, o perfino di disprezzarlo.

Restando nella metafora, e se mi permette di prolungarne un aspetto, che direbbe del critico il quale volesse darci a bere che don Rodrigo non sarebbe un umano perché al capitolo VI si legge che fra Cristoforo ritirò «placidamente la mano dagli artigli del gentiluomo» – e un qualunque vocabolario basta a farci certi che soltanto a delle fiere (o a degli alieni?) si addicono gli artigli –? E se quel critico aggiungesse che egli non fu affatto un personaggio negativo, in quanto i suoi bravi erano appunto quali il nome li annuncia e a fra Cristoforo risparmiò anche «le carezze che si fanno» ai suoi pari? Lei sorriderà di disapprovazione, immagino, e farà bene a farlo, poiché questi miei sono meri e banali sofismi che misconoscono la sinergia linguistica tra etimologia e semantica (oltretutto attiva su piú registri): sono cose, queste – mi dirà –, buone al piú per circuire persone che non conoscano la lingua italiana. 

Esattamente questo è ciò che fa Biglino con quanti non conoscono le lingue bibliche, e comprensibilmente non prestano attenzione a lui gli studiosi serî, mentre molti dei suoi estimatori sono appunto persone che oltre a non conoscere greco ed ebraico desiderano ardentemente sentirsi confortati nella loro presunzione di far bene a irridere le Scritture giudaico-cristiane (e soprattutto la Chiesa che le custodisce). 

Ecco perché il mio approccio entra proprio nel merito dei suoi trucchetti di basso cabotaggio (e confesso che è stata una cosa intellettualmente molto degradante leggere i suoi libri), mentre chi si recasse ai suoi incontri per rispondere “sí” alla domanda “è vero o no che מַלְאָךְ e ἄγγελος significano semplicemente messaggero e non esseri alati o spirituali?”1Cioè lo stesso che rispondere monosillabicamente alla domanda “è vero o no che artiglio descrive l’estremità di un arto animale ma non umano, o eventualmente meccanico?” o a quella “è vero o no che carezze è una parola che indica un gesto vezzeggiativo e affettuoso?” farebbe un’altra cosa: il criceto nel labirinto di Biglino2Per capire poi a cosa sia collegata “la ruota” di quel labirinto leggere il secondo dei miei articoli..

Mi creda, ho da fare cose enormemente migliori di questa. Vorrei però aggiungere una buona notizia per lei: tutti hanno da fare cose enormemente migliori, perché nessuno merita di essere raggirato cosí.

Stia bene

Giovanni Marcotullio

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1. Cioè lo stesso che rispondere monosillabicamente alla domanda “è vero o no che artiglio descrive l’estremità di un arto animale ma non umano, o eventualmente meccanico?” o a quella “è vero o no che carezze è una parola che indica un gesto vezzeggiativo e affettuoso?”
2. Per capire poi a cosa sia collegata “la ruota” di quel labirinto leggere il secondo dei miei articoli.

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