Dall’ameba al bambino: l’ecologia secondo mons. Aupetit

Mons. Michel Aupetit domenica 1° settembre a Parigi

La discussione creatasi negli ultimi giorni attorno al post di Lucia Graziano è al contempo una riprova della sussistenza del quesito da cui la nostra amica partiva… e un segnale di speranza: un organismo febbricitante è pur sempre vivo, anzi si batte.

Come si vede scorrendo il dibattito, la discussione non verteva sul contenuto del post ma consisteva in un confronto tra alcune risposte alla domanda che costituiva il titoli: «Perché i cristiani non sono tutti ambientalisti?».

Molti temono che la sola parola “ambientalismo” sia irrimediabilmente sospetta di collusione con famigerati e oscuri “poteri forti” – più o meno come ai tempi della Pacem in terris alcuni temevano che il solo parlare di “pace”, da parte di cristiani e (quanto magis!) di esponenti del clero, costituisse una strizzata d’occhio politica al blocco sovietico. Paradossi della storia, non privi di relativi corsi e ricorsi.

La tesi di Norman Wirzba – il pezzo di Lucia era soprattutto una recensione al suo The Paradise of God – resta tuttavia di grande interesse, perché l’accademico addita la radice del disinteresse di certi segmenti di cristianità contemporanea per la causa ambientale nella secolarizzazione postmoderna e moderna. Bizzarro, perché spesso i cristiani disaffezionati all’ambiente si fanno quasi un vanto della loro distanza dalle problematiche (fino al puro negazionismo), come se essi fossero gli esponenti più maturi e fedeli della bimillenaria Tradizione cristiana. Invece sembrerebbe il contrario, osserva Wirzba – e con dovizia di argomenti.

Offro qui di seguito la traduzione dell’omelia pronunciata domenica scorsa dall’Arcivescovo di Parigi, mons. Michel Aupetit: mi è piaciuta in essa proprio la linearità con cui il pastore ha delineato il tuttotondo della prospettiva ecologica cattolica, la quale cura analogamente il germoglio di cotone minacciato dagli ogm e la specie umana minacciata dalle chimere del transumanismo. Giustamente la proposta cattolica si definisce “ecologia integrale”, e la ragione dovrebbe risultare evidente.


Ecco a voi le chiavi del Cielo1Messa a Saint-Germain-l’Auxerrois, 1o settembre 2019Si 3,17-18.20.28-29 ; Ps 67,4-7.10-11 ; He 12,18-19.22-24 ; Lc 14,1.7-14.

di Michel Aupetit2Arcivescovo di Parigi.

Ah, cari amici, ancora una volta il Signore prende in contropiede le nostre abitudini. Infatti, quando volete festeggiare un grande evento della vostra vita, chi pensate di invitare? La vostra famiglia, i vostri amici prossimi e qualche tipo simpatico fra i conoscenti. V’immaginereste di invitare degli sconosciuti e qualcuno poco raccomandabile, dall’igiene personale dubbia, magari perfino antipatici e che potrebbero rovinare completamente la festa che volete offrire a tutti i vostri amici? Allora come comprendere quel che ci dice Cristo?

Quel che ci dice è di invitare persone che non possano contraccambiare.

In effetti, la nostra società e tutte le nostre relazioni sono basate sulla reciprocità. Si dice sempre “chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato”, e ognuno spera – anche nei sentimenti – in un ritorno degli investimenti. Allora che cosa facciamo di speciale? Anche i pubblicani e i peccatori fanno altrettanto, ci dice Gesù. In che cosa manifestiamo che siamo figli di Dio e fratelli di tutti gli uomini?

Camminare nella sequela di Gesù significa accettare di amare alla sua maniera, cioè in modo totalmente gratuito, senza reciprocità, senza un ritorno garantito: «Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi» (Io 13,34). Se non c’è gratuità non c’è amore. I nostri sentimenti umani attendono sempre un ritorno. L’amore divino non attende nulla.

Credete che Gesù ci abbia trovati simpatici? Credete che sia venuto sperando di essere amato? No: è venuto perché ci ama, è venuto per amarci. San Bernardo di Chiaravalle lo dice: «L’amore non cerca fiori di sé né la propria ragion d’essere né il suo frutto. Il suo frutto è l’amore stesso. Amo perché amo. Amo per amare».

Ecco perché Gesù si è umiliato come dice san Paolo: «Pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio» (Ph 2,6).

Colui che è il primo e che sceglie ultimo posto è Gesù stesso. Se non sappiamo riconoscere quest’ospite eminente e lo lasciamo all’ultimo posto perché sembra miserabile secondo i nostri criterî, noi sfiliamo accanto a Dio, senza incontrarlo, accanto alla Salvezza, accanto all’amore.

Secondo la volontà del Papa, la domenica odierna è dedicata alla preghiera per il Creato. La Creazione è stata affidata all’uomo perché egli se ne prenda cura e la abbellisca. Se essa è deturpata, è per via della cupidigia e dell’orgoglio dell’uomo, dal quale egli è stato condotto a «farsi come Dio». L’umanità ha confuso l’autorità che fa crescere con il potere che schiaccia e che sfrutta tutto a suo profitto. Questo disastro non riguarda solamente le piante verdi e gli animali nella loro biodiversità: essa concerne sempre più l’umanità stessa nel suo desiderio di onnipotenza, per esempio quando si fabbrica un ibrido uomo-animale, o quando si votano leggi per colmare le frustrazioni delle persone senza tenere conto della dignità del bambino, il quale ha diritto di nascere dall’atto d’amore di suo padre e di sua madre. Tutto questo dice una mancanza di umiltà e di amore. Così come l’amore genera l’umiltà, la vera umiltà non può nascere che dall’amore.

E poi… avete mai notato che quando mettiamo insieme un principio di umiltà e il compimento dell’amore otteniamo dello humour? Ebbene, ecco quel che vi auguro: l’umiltà e l’amore sono le chiavi del Cielo. Esse vi sono offerte.

Note

Note
1 Messa a Saint-Germain-l’Auxerrois, 1o settembre 2019Si 3,17-18.20.28-29 ; Ps 67,4-7.10-11 ; He 12,18-19.22-24 ; Lc 14,1.7-14.
2 Arcivescovo di Parigi.
Informazioni su Giovanni Marcotullio 297 articoli
Classe 1984, studî classici (Liceo Ginnasio “d'Annunzio” in Pescara), poi filosofici (Università Cattolica del Sacro Cuore, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, PhD RAMUS) e teologici (Pontificia Università Gregoriana, Pontificio Istituto Patristico “Augustinianum”, Pontificia Università “Angelicum”, PhD UCLy). Ho lavorato come traduttore freelance dal latino e dal francese, e/o come autore, per Città Nuova, San Paolo, Sonzogno, Il Leone Verde, Berica, Ταυ. Editor per Augustinianum dal 2013 al 2014 e caporedattore di Prospettiva Persona dal 2005 al 2017. Giornalista pubblicista dal 2014. Speaker radiofonico su Radio Maria. Traduttore dal francese e articolista per Aleteia Italiano dal 2017 al 2023.

7 commenti

  1. https://www.tempi.it/sanders-sa-cosa-fare-per-il-clima-limitiamo-la-popolazione-con-laborto/

    Non è che “alcuni temono”…non foderiamoci gli occhi col prosciutto, Marcotullio : qualsiasi discorso ambientalista va a finire lì, su aborto e limitazione delle nascite
    Di sicuro non ci ci riferisce all’omelia dell’arcivescovo !
    Poi, non ho capito, lei incontra molti cattolici che sono a favore dell’inquinamento ?
    Boh, non capisco la sua battaglia, pazienza.

    • Nessuna battaglia, Flora: cerco di sensibilizzare su un tema nel quale altrove i cattolici stanno già infondendo belle energie.
      In Francia, ad esempio, non c’è solo Aupetit a parlarne, in testa a molti bravi vescovi, ma anche degli ottimi laici. Più volte ho riportato i contenuti della rivista ambientalista e cattolica Limite, e una delle sue redattrici ha firmato giusto oggi su Le Figaro (giornale conservatore, tendenzialmente di centrodestra, come saprà) un’intervista sui tempi e sui modi delle svolte ambientaliste.
      Se lei invece vuole convincersi dell’equazione “ambientalismo = Sanders”, ovviamente è libera di foderarsi gli occhi col prosciutto che preferisce (per riprendere la sua simpatica espressione).

  2. Flora ignora che tra i vescovi “verdi” c’è anche Monsignor Dominique Rey, già fiero avversario del mariage pour tous, un vescovo poco sospettabile di pericolosi cedimenti “progressisti”, tanto è vero che troviamo una sua intervista sul Timone di giugno. Col prosciutto sugli occhi anche lui? :-D

    https://www.famillechretienne.fr/politique-societe/environnement/questions-a-mgr-dominique-rey-ce-que-dit-l-eglise-sur-l-ecologie-168494

  3. Signori, ma vi rendete conto che quei cattolici che citate -irridendoli simpaticamente sulla questione “pace” – , che non si adeguano al verbo ambientalista, non ce l’hanno col vescovo francese( o altri marginalissimi esempi , perlomeno marginalissimi per il 99% delle gente, nel senso che non ce n’è traccia se non su questo blog , parlo di lettore medio , di cattolico medio, anche lettore di parecchie testate ) ma proprio con Sanders e c.?
    Che è l’ambientalismo di Sanders e soci che va per la maggiore ?
    Lorsignori hanno figli ? Tra i ragazzi parlare di ambientalismo, vuol dire parlare di aborto, contraccezione, paura del futuro , sfiducia nell’uomo, sentirsi a posto perché non si mangia carne…
    Per esempio, tra i proclami del nuovo governo, diritti gender, diritti della donna ( aborto, dai ), legalizzazione della droga , con tutto il solito ambaradan, vanno di pari passo con l’ambientalismo !
    Sinceramente, non una bella compagnia ! E anche nella Chiesa è così, al 99%, per quello che a un comune lettore giunge.
    In ogni caso, non è chiaro cosa dovrebbe fare un vero cattolico e vero ambientalista , oltre che lodare Dio per il creato e rispettare il creato ( cosa che non mi sembra alcun cattolico abbia mai dichiarato di non fare ).
    Il punto è che ci sono i Mauro Leonardi, in questo triste momento forse in maggioranza, che antepongono la raccolta differenziata ( cui non vedo come un qualunque cittadino non si debba adeguare ) ad altri doveri/ doni cristiani, fino al punto di dispiacersi per una cartaccia per terra, ma essere pienamente soddisfatto che il nipote si sposi in comune o che un bambino venga ucciso in Inghilterra perché i medici sanno quello che fanno.
    Carta canta.

    • E invece ci sono anche cattolici che si dolgono ugualmente della cartaccia per terra, delle plastiche nei mari, del global warming e dell’innalzamento dei mari (a proposito di “carta canta”)… ma che si dolgono anche per i bambini uccisi in Inghilterra (anzi, magari erano pure fisicamente a Liverpool davanti alla porta di Alfie).
      Questo diciamo: che i cattolici non devono lasciare la titolarità della causa ambientale a quanti inevitabilmente la depraverebbero. Non basta “lodare Dio per il creato” e non si “rispetta il creato” se non ci si fa carico di iniziative concrete. Sì, ho due figlie e sono rimasto basito nello scoprire quanto inquinino i pannolini ordinari, ho scoperto i lavabili e i biodegradabili: penso che lo Stato debba semplicemente bandire tutti gli altri, così come (quamquam sero!) sta finalmente bandendo le stoviglie in plastica. Penso che si debbano muovere politiche che incrementino le infrastrutture su rotaia e sfidino le mafie della gomma (ha idea di com’è ridotta la linea ferroviaria Roma-Pescara?), che si debbano agevolare abbonamenti famigliari ai suddetti mezzi su rotaia, così da disincentivare l’uso dei mezzi privati.
      Se queste cose, tutte insieme e a partire dalla fede cristiana, le legge solo su questo blog (ma provi anche questo), siamo onorati di riscontrare un altro motivo per cui il nostro blog ha senso, ma vogliamo dirvi che non siamo dei genî che propongono trovate inusitate: il bel post di Lucia di qualche giorno fa ha il merito di mostrare – e la convulsa agitazione di certe risposte lo conferma – che lo scetticismo di alcuni cattolici su tematiche che invece da loro dovrebbero ricevere impulsi decisivi deriva non da una maggiore ortodossia, bensì da una più forte secolarizzazione.

  4. Guardi, io non sono nessuno, ma proprio nessuno, ma nella mia semplicità continuo a non vedere un riscontro adeguato e convincente al fatto che , oggi, ambientalismo non vuol dire lottare per l’ambiente, ma contro l’ uomo, dunque continuo a non leggere un riscontro al fatto che sia del tutto naturale che un cattolico non possa appoggiare l’ambientalismo, come oggi è inteso ovunque.
    In tutta sincerità , sulla battaglia per i pannolini lavabili o per il trasporto su rotaia, non vedo tutta questa ostilità da parte dei cattolici, mi sembra ci sia unanimità, mai sentito un cattolico inneggiare all’inquinamento, come inneggiare al maltrattamento degli animali, come opporsi al bandire la plastica , mentre , sull’innalzamento dei mari da causa umana i pareri scientifici sono contrastanti, ma , di sicuro, se un cattolico, come me, non si convince dell’ultimo fatto, mi sembra azzardato e forzato oltremisura di attribuirlo alla secolarizzazione.

    Naturalmente, essendo una sua affezionata lettrice, l’accenno al povero Alfie era voluto.

    Che poi, da quando c’è questo ambientalismo aggressivo, sono aumentate le cartacce in giro, come la maleducazione, come la mancanza di solidarietà ( se non c’è solidarietà e amore da parte di sacerdoti e vescovi davanti a un bambino malato ! ): le sue figlie sono piccole, immagino, ne riparleremo tra qualche anno , su come i ragazzi percepiscono l’ambientalismo, cioè disumanamente, cogliendo la paura e il disprezzo sull’uomo come creatura, amando gli animali in contrapposizione agli uomini, facendo, anche in pubblico, ma di persona fa più effetto, discorsi da brivido.

    Diciamo che mancano le basi per poggiare l’amore e il rispetto del creato e di tutte le creature, anche le creature più deboli, su qualcosa di solido e vero.

    • Sfugge a Flora che proprio perché esiste un ambientalismo deviato (che il magistero chiama “biocentrismo”) è più che mai necessario dare impulso – su basi solide – a una presenza cristiana in difesa dell’ambiente senza cadere nell’errore speculare (“antropocentrismo deviato”). Ma purtroppo è un dialogo tra sordi. Pazienza: avremo modo in futuro – spero – di sostanziare la nostra posizione.

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