UK, 2 ragazze su 5 pensano a congelarsi gli ovuli

Secondo una nuova indagine del Royal College of Obstetricians and Gynecologists (RCOG), quattro donne su cinque nel Regno Unito sostengono che i consigli sulla fertilità provenienti da diverse fonti sembrano contraddittori, mentre più di tre quarti non sono sicure che le informazioni sulla fertilità siano imparziali e obiettive.

Il sondaggio ha interrogato 1.002 donne britanniche di età compresa tra i 18 e i 65 anni non ancora in menopausa e ha rivelato una ampia diffusione tra l’opinione pubblica femminile di una spiccata sensibilità verso le problematiche inerenti la fecondazione assistita e le cure per la fertilità in genere, che hanno aperto nel Regno Unito un mercato fiorentissimo. Prova ne sono anche le martellanti campagne informative-pubblicitarie, talmente pressanti che tre donne su cinque delle intervistate hanno riferito di sentirsi sopraffatte dall’ampio volume di consigli offerti. 

Più della metà pensa che i forum online siano inaffidabili, e quasi i tre quarti dubitano dei gruppi tematici di Facebook. Poco meno del 50% del campione ha anche dichiarato che pure i consigli di amici e familiari non sono affidabili. 

Certo questo sondaggio non è disinteressato: alla fine di marzo si terrà infatti il fertility Forum al RCOG, in cui si riuniranno anche la Human Fertilization & Embryology Authority (HFEA) e la British Fertility Society per discutere per l’appunto di cure per la fertilità, che non sono più una branca marginale della medicina, né un settore di cura per pochi interessati.

Il sondaggio, infatti, ha rilevato che quasi la metà delle intervistate è preoccupata per la propria fertilità, con un quarto di età compresa tra i 18 e i 24 anni. 

Tra i risultati emersi, degni di nota anche i seguenti punti:

  • Una donna su nove afferma di aver congelato o preso in considerazione di congelare gli ovuli, il 33% in più sostiene di voler rifletterci su in futuro.
  • Più di due donne su cinque tra i 18 e i 24 anni hanno dichiarato che prenderebbero in considerazione il congelamento degli ovuli in futuro.
  • Un quinto del campione ha utilizzato un’app di controllo della fertilità, un terzo è pronta a valutarne l’uso in futuro.
  • Un sesto delle donne ha utilizzato un kit di monitoraggio dell’ovulazione o un test di ovulazione, una su nove ne ha valutato l’utilizzo, un terzo ne prenderebbe in considerazione l’uso in futuro.
  • Quasi un quinto delle intervistate ha dichiarato che prenderebbe in considerazione la possibilità di cercare un trattamento all’estero (fuori dal Regno Unito).

Il RCOG sostiene che le donne hanno bisogno di sentirsi sicure e di potersi fidare della qualità e dell’efficacia dei consigli che ricevono in questa fase, spesso difficile, delle loro vite. Per questo il Fertility Forum affronterà le preoccupazioni delle donne e fornirà a loro, ai loro partner e a coloro che vogliono saperne di più sulla fertilità, informazioni accurate e imparziali, da parte di grandi esperti.

Insomma, una donna inglese su nove ha congelato già i suoi ovuli! 

L’anno scorso uno studio1https://www.telegraph.co.uk/news/2018/08/07/warning-last-ditch-attempts-egg-freezing-women-late-30s/ ha riscontrato come il congelamento degli ovuli sia inefficace per il 90% delle donne che lo scelgono, con la stragrande maggioranza dei casi di fallimento della fecondazione assistita causato dall’aver depositato i propri ovuli troppo tardi. Meno di una su tre delle donne che optano per il congelamento degli ovuli lo fa prima dei 35 anni.

Gli esperti sostengono che una donna di 30 anni avrebbe bisogno di congelare circa 30 ovuli per avere buone probabilità di ottenere una gravidanza, al costo di circa £ 15.000.

Se nel Regno Unito ci sono 3 milioni di donne tra i 20 e i 30 anni e se il 10% di esse congela gli ovuli, al costo di £15.000 a testa, si ottiene lo stratosferico volume d’affari di 4.5 miliardi di £. Il 90% di questa cifra è spesa inutilmente.

Ma il problema, secondo il RCOG, è il caos della comunicazione commerciale sul tema. Sally Cheshire, presidente dell’HFEA, ha dichiarato: «So per esperienza personale, come ex paziente, quanto sia difficile trovare informazioni imparziali e basate sull’evidenza in modo da poter fare scelte informate sul giusto trattamento per la fertilità. L’HFEA è lieta di entrare a far parte del Fertility Forum, offrendo ai pazienti l’opportunità di porre domande, ascoltare esperti e scoprire i nostri ultimi dati su tutti gli aspetti del trattamento della fertilità e della donazione». 

Non vediamo l’ora di seguire i lavori di questo fantastico forum. Senz’altro impareremo moltissimo sull’applicazione del principio “la pubblicità è l’anima del commercio”.

Su Facebook dicono:

Note   [ + ]

Be the first to comment

Di’ cosa ne pensi