Attenzione ai “nuovi diritti”: due lettere di Francesco e Benedetto XVI

A picture made available by Vatican newspaper L'Osservatore Romano shows Pope Francis, left, and Pope Benedict XVI during the visit of five new cardinals at monastry "Mater Ecclesiae" after the the Consistory ceremony for the creation of five new cardinals at St Peters basilica in Vatican, 28 June 2017.

Tra gli anniversari blasonati di questo 2018, uno degli ultimi – ma non fra i meno importanti – sarà quello della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che cadrà il 10 dicembre. La ricorrenza ha suggerito alla Fondazione Ratzinger, in collaborazione con la Libera Università Maria Santissima Assunta, di contestualizzare il conferimento dell’edizione annuale del Premio Ratzinger nell’àmbito di un convegno su “Diritti fondamentali e conflitti fra diritti”.

Proprio in apertura dei lavori sono state lette stamattina due lettere: una del Santo Padre e una del Papa emerito. L’una e l’altra si debbono a ragioni “d’ufficio”, ma entrambe sono portate dalla ricorrenza a riferirsi a quel testo che Pio XII (all’epoca era regnante) intenzionalmente non volle mai menzionare nel suo magistero: sarebbe morto dieci anni dopo, ma si limitò a commissionare nel ’48 una stroncatura a La Civiltà Cattolica.

Nella lettera di Francesco dunque leggiamo:

Al Reverendo Padre Federico Lombardi S.I.
Presidente del Comitato di Amministrazione
della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI

In occasione del Simposio Internazionale sul tema “Diritti fondamentali e conflitti fra diritti”, organizzato in collaborazione fra la Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI e la Libera Università Maria Santissima Assunta, desidero far giungere agli organizzatori, agli illustri relatori e ai partecipanti il mio saluto e il mio augurio per un fruttuoso svolgimento dei lavori.

Mentre si avvicina il 70o anniversario dell’adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è opportuno non solo celebrare la memoria di quello storico evento, ma anche impostare una riflessione approfondita sulla sua attuazione e sullo sviluppo della visione dei diritti umani nel mondo odierno.

Nel Discorso al Corpo Diplomatico del gennaio scorso, dedicato appunto a questa Dichiarazione, osservavo che essa mira a rimuovere i muri di separazione che dividono la famiglia umana e a favorire lo sviluppo umano integrale. Rilevavo tuttavia come al tempo stesso occorre «constatare che, nel corso degli anni, l’interpretazione di alcuni diritti è andata progressivamente modificandosi, così da includere una molteplicità di “nuovi diritti”, non di rado in contrapposizione tra loro». Si apre così una serie di problemi che giungono a coinvolgere in profondità l’idea stessa del diritto e i suoi fondamenti.

Il Papa Benedetto XVI ha avvertito con lucidità l’urgenza di queste tematiche per il nostro tempo ed è intervenuto autorevolmente su di esse come pensatore e come pastore. Proprio per questo vent’anni fa codesta Università conferì all’allora cardinale Ratzinger la laurea honoris causa in giurisprudenza.

Auguro perciò che il Simposio di alto livello accademico che sta per celebrarsi, attingendo ispirazione al pensiero e al magistero del nostro amato Papa emerito, possa contribuire con coraggio e profondità a illuminare una problematica essenziale per la tutela della dignità della persona umana e del suo sviluppo integrale.

Animato da questi sentimenti, sono lieto di impartire ai convenuti la mia Benedizione, a tutti chiedendo il ricordo nella preghiera.

Francesco

Dal Vaticano, 13 novembre 2018

E in quella di Benedetto invece:

Città del Vaticano,
12 novembre 2018
[…]

Caro Padre Lombardi,

come Lei sa, fin da quando sono stato informato – diversi mesi fa – del primo progetto del Simposio internazionale sul tema “Diritti fondamentali e conflitti fra diritti”, Le ho subito manifestato il mio apprezzamento per l’iniziativa, considerandola straordinariamente utile. In particolare mi è sembrato importante che si parli esplicitamente della problematica della “moltiplicazione dei diritti” e del rischio “della distruzione dell’idea di diritto”.

È una questione attuale e fondamentale per tutelare le basi della convivenza della famiglia umana, che merita di essere messa ancora una volta a tema di una riflessione approfondita e sistematica, come il programma del Simposio dimostra di voler fare.

Assicuro perciò a tutti i relatori e ai partecipanti al Simposio la mia stima e la mia vicinanza nella preghiera perché il Signore benedica i lavori come prezioso servizio per la Chiesa e per il bene della famiglia umana.

Suo nel Signore

Benedetto XVI

È di pochi giorni fa la notizia di una recentissima pubblicità di Planned Parenthood nella quale – al fine di promuovere l’aborto nel c.d. “mondo civile” – si susseguono in sovrimpressione sul viso di una neonata le frasi “lei merita di essere amata” – “lei merita di essere voluta” – “lei merita di essere una scelta”.

Per avviare la “finestra di Overton” s’era detto che l’aborto sarebbe una extrema ratio contro le gravidanze psicologicamente insostenibili (il trito esempio del frutto di uno stupro), contro le malattie incurabili, contro la povertà che non permette di crescere i figli… Ora, poiché per la famigliola americana liberal nulla di tutto ciò è rilevante si arriva al paralogismo: “si merita di essere una scelta” – dove “si merita di…”, specie in mancanza di azioni pregresse, è solo la parafrasi di “ha diritto a…”. Ma evidentemente è assurdo dire che una persona abbia diritto a essere scelta, perché per sua natura una scelta prevede alternative: dunque i bambini che gli abortisti non fanno venire al mondo non hanno diritti? In effetti questa è la pura verità, cioè che i loro diritti vengono soppressi dai soprusi di adulti (che peraltro ne vendono e comprano le membra prenatali), ma è impensabile che Planned Parenthood voglia fare una simile pubblica confessione.

Su Facebook dicono:

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