«Ma che caldo che fa…» – «E nell’anno Mille non era peggio?»


I climatoscettici che impugnano la storia medievale dovrebbero informarsi meglio. Perché cos’è che si evince dalla storia del #clima, non appena ci si pone a studiarla? Certo non che «abbiamo sempre saputo adattarci ai cambiamenti climatici»…

 

 


Così le colonie scandinave in Groenlandia: esse scompaiono brutalmente verso l’anno 1450, dopo un secolo di declino, precisamente per effetto del repentino raffreddamento delle temperature, che comincia verso il 1300/1350 (è la Piccola Era Glaciale, PEG per gli amici).

 

 


I Normanni installati in Groenlandia soffrirono poi della concorrenza degli Inuit. Come avviene oggi, le variazioni climatiche hanno esacerbato conflitti, migrazioni di grande ampiezza, concorrenza per risorse naturali rare…

 

 


Infine, i nostri Normanni del Polo Nord patirono onde consecutive di peste (la peste nera, sì sì, quella che uccise un buon terzo degli Europei verso il 1349, e che giunse in Groenlandia verso il 1360(1370). Ora, codesta simpatica malattia è legata essa pure al #clima.

 

 


In effetti il raffreddamento avviatosi dagli anni intorno al 1300 sospinse una specie di criceti a discendere dagli altipiani tibetani verso le pianure dell’Asia centrale. Trovandovi più nutrimento, essi si moltiplicarono e rifilarono ai Mongoli una malattia: la peste… #graziecriceti

 

 


(Sorvoliamo rapidissimamente sul punto
e già sentiamo la valanga di commenti climatoscettici, ma vi assicuriamo che i dati sono solidissimi. Guardate in particolare questo libro, di cui avevamo già dato un resoconto su @nonfiction_f: https://www.nonfiction.fr/article-8701-le-climat-et-la-peste.html

 


In breve, i Normandi scomparvero dalla Groenlandia A CAUSA di un #cambiamentoclimatico di larga scala che trascinò con sé un fracco di conseguenze ecologiche, sociali e politiche: rifugiati climatici, conflitti, estinzioni di specie e quindi difficoltà a nutrirsi, malattie…

 


La storia climatica in generale, e l’episodio del Piccolo Optimum Medievale in particolare, non permettono quindi di relativizzare la gravità del #RiscaldamentoClimatico contemporaneo. Al contrario, mostrano fino a che punto le società umane sono fragili di fronte al #clima.

 

Informazioni su Giovanni Marcotullio 297 articoli
Classe 1984, studî classici (Liceo Ginnasio “d'Annunzio” in Pescara), poi filosofici (Università Cattolica del Sacro Cuore, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, PhD RAMUS) e teologici (Pontificia Università Gregoriana, Pontificio Istituto Patristico “Augustinianum”, Pontificia Università “Angelicum”, PhD UCLy). Ho lavorato come traduttore freelance dal latino e dal francese, e/o come autore, per Città Nuova, San Paolo, Sonzogno, Il Leone Verde, Berica, Ταυ. Editor per Augustinianum dal 2013 al 2014 e caporedattore di Prospettiva Persona dal 2005 al 2017. Giornalista pubblicista dal 2014. Speaker radiofonico su Radio Maria. Traduttore dal francese e articolista per Aleteia Italiano dal 2017 al 2023.

4 commenti

  1. Salve!
    io ho sempre pensato che il raffreddore fosse dato da un virus e non dal freddo ma come è stato detto anche da un ministro dell’attuale sgangherato governo io non sono un medico… ho dei vaghi ricordi sugli inuit che non conoscevano il raffreddore …
    Dove lavoro abbiamo la fortuna di avere uffici singoli ed anche climatizzatori estate/inverno singoli… nel mio ufficio è decisamente fresco d’inverno, diciamo sui 16/18 gradi e caldino d’estate diciamo sui 25/27… Soffro il caldo anche a causa della manzanza della tiroide dove avevo un cancro maligno ed alla terapia “soppressiva” che mi porta ad essere quasi “iper” cioè con metabolismo accelerato… nondimeno sono quello che usa di meno il rinfrescamento estivo cercando piuttosto la deumidificazione… ad ogni modo ho sempre avuto più spesso il mal di gola in estate che in inverno e come ho detto in inverno giro in t-shirt e spalo la neve in ciabatte e pantaloncini e canottiera… e parlo di almeno 50 cm di neve…
    Sono sempre stato contrario ai climatizzatori pur soffrendo incredibilmente il caldo perché consumano una immane quantità di energia! … sempre negli uffici dove lavoro spendiamo molto di più in estate per il raffrescamento che in inverno per il riscaldamento… fra le mie colleghe… non me ne vogliano ma è un dato di fatto almeno nei nostri uffici, ci sono i casi di maggior spreco… alcune tengono in ufficio 25 gradi in inverno e 20 in estate! saranno gli estrogeni io non lo so… non sono un medico! Quindi ben venga lo Spirito Santo ad istruire almeno i cuori dei cristiani ad un miglior uso di quel grande Dono di Dio che è la Natura che a parer mio è un Dono grande come la Vita!

    • Oh, neppure io sono un medico. Mi arrangio come posso, talvolta anche consultando Wikipedia:

      Tradizionalmente vi è la teoria che un raffreddore possa essere preso in seguito a una prolungata esposizione al freddo, alla pioggia o a condizioni atmosferiche invernali; da ciò la malattia ha preso il nome[26]. Se il ruolo del raffreddamento del corpo sia un fattore di rischio per il raffreddore comune è un aspetto controverso[27]. Alcuni dei virus che causano il raffreddore comune sono stagionali e si presentano più frequentemente durante le stagioni fredde o umide[28]; alcuni credono che questo sia dovuto principalmente a un aumento del tempo trascorso al chiuso, specialmente per i bambini che ritornano a scuola[9][29], tuttavia può anche essere correlato a cambiamenti nel sistema respiratorio che si traducono in una maggiore suscettibilità[29]: la bassa umidità aumenta la possibilità di trasmissione virale, permettendo alle goccioline virali di disperdersi più lontano dalla fonte di contagio e di restare in sospensione nell’aria più a lungo[30]. A sostegno della comune esperienza, che vorrebbe l’esistenza di un legame tra il freddo e l’insorgenza del raffreddore, depongono recenti studi che suggeriscono la possibilità di una diminuzione della risposta immunitaria al rhinovirus in presenza di basse temperature[31].

    • E a parte il freddo, qualcosa si trova pure sull’aria condizionata:

      Per quanto riguarda i viaggi in aereo, non vi è alcuna prova che il ricircolo dell’aria durante i voli con passeggeri conduca alla trasmissione del virus,[23] tuttavia le persone sedute in prossimità degli impianti sembrano essere a maggior rischio.[24] I raffreddori causati da Rhinovirus risultano più contagiosi durante i primi tre giorni dalla comparsa dei sintomi.[25]

  2. Salve!
    quello che ho sempre pensato a proposito di trasmissione delle malattie da “raffreddamento” è un po’ quello che è stato scritto nel tuo articolo… cioè l’enneisma mancanza di cura verso la natura e verso gli altri anche da parte di noi cristiani che, in base alla nostra Fede, dovremmo esserene invece “custodi”.
    In giappone portano le mascherine quando vanno in trasporti o locali pubblici… secondo la mia personale opinione il raffreddore si diffonde più facilmente in inverno non per il freddo ma per la convivenza di molte persone all’interno di abitazioni, uffici, e trasporti… come ho già detto io tendo a “raffreddarmi” più in estate che in inverno e questo penso sia dovuto proprio al ricircolo d’aria dei climatizzatori che spesso hanno filtri mai disinfettati e che sono evidentemente, grazie al loro stato perenne di umidità, fertile terreno per microbi vari… sparati poi nell’aria dalle ventole! Noi cristiani siamo chiamati a condividere con gli altri ma, penso, non i bacilli! Sono convinto che se le persone con sintomi da raffredamento si astenessero da frequentare luoghi pubblici chiusi tali malattie ridurrebbero di molto il loro impatto sulla popolazione mondiale… questo potrebbe essere un buon pensiero per ogni cristiano. Ovvio che molte volte i sintomi si presentino quando siamo già portatori (lo dicono i medici) ma almeno in quel momento potremmo cmq ridurre la nostra diffusione di bacilli.
    saluti.
    RA

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