Contraccezione: ci vuole troppo zucchero per questa #pillola

di Bénédicte Colin1Ricercatore associato presso lo European Center for Law and Justice (ECLJ), pubblicato su Revue Limite.

Dal 1967 in avanti la contraccezione viene presentata come lo strumento per eccellenza di emancipazione delle donne. Cinquant’anni più tardi, la donna è davvero più libera? Se i più anziani rispondono di sì, le nuove generazioni evidenziano le contraddizioni di uno strumento liberante e alienante al tempo stesso. In occasione della giornata internazionale dell’azione per la salute delle donne è ugualmente importante ricordare i limiti di questa alleanza artificiale (tra i quali i danni per la nostra salute).

La contraccezione viene spesso presentata come la soluzione per prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili, le gravidanze indesiderate e gli aborti. Viene promossa a tutti i livelli, come testimonia la recente proposta di risoluzione del Consiglio d’Europa: Autonomiser les femmes: promouvoir l’accès à la contraception en Europe (Rendere autonome le donne: promuovere la contraccezione in Europa). Numerosi sono quelli che ne lodano le qualità, ma pochi ne indicano i limiti.

L’efficacia limitata della contraccezione

La contraccezione si prefigge, come suo obiettivo principale, di evitare una gravidanza indesiderata e, all’occorrenza, la difficile pratica di un aborto. Ora, al giorno d’oggi in Europa il 43% delle gravidanze sono indesiderate2http://assembly.coe.int/nw/xml/XRef/Xref-XML2HTML-FR.asp?fileid=25012. Questo significa una gravidanza su due in una regione del mondo dove i metodi contraccettivi sono i meglio diffusi. Alla stesso modo, notiamo una correlazione tra il tasso di diffusione dei contraccettivi e il tasso di abortività. La Francia, per esempio, nonostante abbia la più grande copertura contraccettiva d’Europa (90,1%)3https://www.contraceptioninfo.eu/sites/contraceptioninfo.eu/files/map_cci-english_english_v9-web.pdf., ha un tasso di abortività del 15,1‰4https://www.ined.fr/fr/tout-savoir-population/chiffres/france/avortements-contraception/avortements/., contro una media europea del 12‰5Sedgh G, Henshaw S, Singh S, Åhman E, Shah IH, Induced abortion: estimated rates and trends worldwide  ], Lancet, 2007.. Tre le donne che abortiscono, due su tre sono sotto contraccezione.

Come spiegare l’efficacia limitata della contraccezione? La risposta è semplice: se effettivamente ci sono meno gravidanze indesiderate in proporzione al numero di rapporti sessuali, il numero di gravidanze «impreviste» resta elevato a causa dell’aumento dei rapporti sessuali senza desiderio di avere un figlio e per via dei fallimenti contraccettivi. I risultati della contraccezione restano dunque imperfetti: essa non diminuisce né il numero di gravidanze indesiderate né il numero di aborti. È quello che viene designato come il «paradosso della contraccezione».

L’impatto negativo della contraccezione sulla salute della donna

In media una donna sotto contraccezione è l’oggetto di trent’anni di iniezioni quotidiane di ormoni artificiali, un fatto non sprovvisto di conseguenze. Per quel che riguarda la pillola, sono stati messi in luce numerosi effetti secondari dannosi: sanguinamenti intermestruali, mal di testa, nausee, perdite di peso, mastalgia, vomito, diarrea6Jürgen Dinger et al., Effectiveness of Oral Contraceptive Pills in a Large U.S. Cohort Comparing Progestogen and Regimen, 117 OBSTETRICS & GYNECOLOGY 33, 36 (2011)., rischio di trombosi venosa profonda7Nathalie Bajos et al., «La crise de la pilule en France: vers un nouveau modèle contraceptif?», Population & Sociétés, n°511, mai 2014. e aumento del rischio di cancro al collo dell’utero8Morgan A. Marks et al., Hormonal contraception and HPV: a tale of differing and overlapping mechanisms, 2 OPEN ACCESS J. CONTRACEPTION 161, 161 (2011).. Gli altri metodi contraccettivi come i dispositivi intrauterini non propongono affatto di meglio: sanguinamenti intermestruali, crampi nel corso del ciclo, riduzione della densità minerale ossea9See M. Kathleen Clark et al., Bone mineral density changes over two years in first-time users of depot medroxyprogesterone acetate, 82 FERTILITY & STERILITY 1580, 1584 (2004)., dolore persistente durante l’inserzione della spirale10Ana Raquel Gouvea Santos et al., Pain at insertion of the levonorgestrel-releasing intrauterine system in nulligravida and parous women with and without cesarean section, 88 CONTRACEPTION 164, 166–67 (2013)., rischio di perforazione uterina e di espulsione spontanea11Ibid.. Questi effetti fisiologici si accompagnano anche a forti effetti psicologici: diminuzione radicale della libido, alterazioni dell’umore, stati depressivi e aggravamento di disturbi psicologici. Qualunque sia il metodo di contraccezione artificiale, la situazione rimane dunque identica: le donne dipendono da prodotti chimici e ormonali che impattano il loro equilibrio ormonale e la loro salute. Del resto sono le sole a pagare il prezzo più alto per ottenere il controllo della fecondità.

La contraccezione chimica: uno strumento sessista?

È preoccupante che nel 2019 la contraccezione resti ancora un affare largamente riservato alla donna. Per quanto la sessualità sia sempre stata una operazione a due, spesso le donne si sentono molto sole davanti a una gravidanza indesiderata. L’uomo, grande assente nelle questioni della contraccezione, è spesso incoraggiato a deresponsabilizzarsi. In una società che promuove l’eguaglianza uomo-donna restano ancora numerosi sforzi da fare per sensibilizzare gli uomini nei confronti della loro responsabilità sessuale, non solamente durante l’atto sessuale ma anche dopo – attraverso l’importanza del consenso e del rispetto reciproco – e prima, con l’assunzione di responsabilità nel caso di una eventuale gravidanza.

L’impatto ambientale della contraccezione

Nel momento di una presa di coscienza ecologica è ugualmente importante prendere coscienza del fatto che la contraccezione artificiale non è un oggetto di consumo durevole. Essa si iscrive nel novero dei modelli di consumo di prodotti monouso, inquinanti nel corso del loro ciclo produttivo e per via dei rifiuti da essi generati. La contraccezione chimica si trova così all’origine dello scarico di perturbatori endocrini negli ecosistemi, nocivi per la fauna acquatica e per la salute umana anche a bassi livelli di concentrazione12Mylène de Champlain et al., «Une source importante de rejet d’hormones dans le milieu aquatique», Vecteur Environnement, mars 2013, p. 61-66.. Limitata nella sua efficacia, nociva per la donna e per l’ambiente, la contraccezione presenta dunque un modesto bilancio.

Dobbiamo ripensare la contraccezione?

Non si tratta però di rigettare con la contraccezione ogni forma di controllo della sessualità e della fecondità. Come ogni strumento, tuttavia, i metodi di regolazione delle nascite devono essere migliorati. Ora, la variante chimica e ormonale resta deludente. Potrebbe dunque essere pertinente valorizzare un discorso alternativo alla contraccezione artificiale, più sano, più egualitario e naturale. Per poter adottare una contraccezione più rispettosa della loro salute, le donne devono prima di tutto comprendere meglio come i funzionano i loro corpi. L’educazione sessuale oggi difetta disperatamente di conoscenze solide sulla fertilità, sugli ormoni e su altri biomarcatori riproduttivi. Ora, comprendere i biomarcatori del proprio ciclo permette a una donna di comprendere l’impatto sulla propria salute di ciascun metodo di regolazione delle nascite e così di poter meglio decidere quale le si adatti di più. Grazie a questa conoscenza la donna potrà così rendersi partecipe in maniera cosciente e attiva della propria salute sessuale e riproduttiva.

Anche il ruolo dell’uomo nella contraccezione deve cambiare a vantaggio di una sessualità corresponsabile. Questa responsabilità di costruisce sulla base di un rispetto reciproco e sulla costituzione della sessualità come elemento importante, e non banalizzato, della nostra vita. Col pretesto di liberare la sessualità, la contraccezione artificiale tuttavia la imprigiona in un controllo costante. Si tratta solamente, nell’atto di abbandonarla, di far ritrovare un poco di naturalità a ciò che non ne ha più.

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Note   [ + ]

1. Ricercatore associato presso lo European Center for Law and Justice (ECLJ), pubblicato su Revue Limite.
2. http://assembly.coe.int/nw/xml/XRef/Xref-XML2HTML-FR.asp?fileid=25012
3. https://www.contraceptioninfo.eu/sites/contraceptioninfo.eu/files/map_cci-english_english_v9-web.pdf.
4. https://www.ined.fr/fr/tout-savoir-population/chiffres/france/avortements-contraception/avortements/.
5. Sedgh G, Henshaw S, Singh S, Åhman E, Shah IH, Induced abortion: estimated rates and trends worldwide  ], Lancet, 2007.
6. Jürgen Dinger et al., Effectiveness of Oral Contraceptive Pills in a Large U.S. Cohort Comparing Progestogen and Regimen, 117 OBSTETRICS & GYNECOLOGY 33, 36 (2011).
7. Nathalie Bajos et al., «La crise de la pilule en France: vers un nouveau modèle contraceptif?», Population & Sociétés, n°511, mai 2014.
8. Morgan A. Marks et al., Hormonal contraception and HPV: a tale of differing and overlapping mechanisms, 2 OPEN ACCESS J. CONTRACEPTION 161, 161 (2011).
9. See M. Kathleen Clark et al., Bone mineral density changes over two years in first-time users of depot medroxyprogesterone acetate, 82 FERTILITY & STERILITY 1580, 1584 (2004).
10. Ana Raquel Gouvea Santos et al., Pain at insertion of the levonorgestrel-releasing intrauterine system in nulligravida and parous women with and without cesarean section, 88 CONTRACEPTION 164, 166–67 (2013).
11. Ibid.
12. Mylène de Champlain et al., «Une source importante de rejet d’hormones dans le milieu aquatique», Vecteur Environnement, mars 2013, p. 61-66.

Comments:

Una replica a “Contraccezione: ci vuole troppo zucchero per questa #pillola”

  1. È preoccupante che nel 2019 la contraccezione resti ancora un affare largamente riservato alla donna. Per quanto la sessualità sia sempre stata una operazione a due, spesso le donne si sentono molto sole davanti a una gravidanza indesiderata. L’uomo, grande assente nelle questioni della contraccezione, è spesso incoraggiato a deresponsabilizzarsi. In una società che promuove l’eguaglianza uomo-donna restano ancora numerosi sforzi da fare per sensibilizzare gli uomini nei confronti della loro responsabilità sessuale, non solamente durante l’atto sessuale ma anche dopo – attraverso l’importanza del consenso e del rispetto reciproco – e prima, con l’assunzione di responsabilità nel caso di una eventuale gravidanza.

    CONCORDO PIENAMENTE
    GRAZIE.

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