Per aiutare i poveri che vogliono studiare teologia

Pochi giorni fa Papa Francesco ha ufficialmente avviato la propria riforma degli studî teologici: con la costituzione apostolica Veritatis gaudium trova principio quello che sembra destinato a diventare un profondo processo di trasformazione del mondo accademico ecclesiastico.

I media hanno enfatizzato alcune novità come l’apertura all’e-learning, senza peraltro soppesare il potenziale effetto negativo che la volatilizzazione della veritas personæ potrà avere sul versante accademico. È vero tuttavia che alcune innovazioni permetteranno anche a chi attualmente non ha modo di frequentare corsi universitari di accedere a un’informazione superiore: davanti a tanto beneficio il rischio di livellare qualche eccellenza può apparire sostenibile e anzi pegno di un investimento.

A maggior ragione, tuttavia, risulta encomiabile che attorno alle università pontificie fioriscano enti benefici volti proprio a sostenere le possibilità di alunni meritevoli ma indigenti. Il Santo Padre non ha parlato espressamente di simili attività, in Veritatis Gaudium, eppure ha fatto vibrare forte

l’imperativo ad ascoltare nel cuore e a far risuonare nella mente il grido dei poveri e della terra[36], per dare concretezza alla «dimensione sociale dell’evangelizzazione»[37] quale parte integrale della missione della Chiesa: perché «Dio, in Cristo, non redime solamente la singola persona, ma anche le relazioni sociali tra gli uomini»[38]. È vero, infatti, che «la bellezza del Vangelo non sempre può essere adeguatamente manifestata da noi, ma c’è un segno che non deve mai mancare: l’opzione per gli ultimi, per quelli che la società scarta e getta via»[39]. Questa opzione deve permeare la presentazione e l’approfondimento della verità cristiana.

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Ed è impensabile che gli opificî delle discipline ecclesiastiche si limitino a “studiare i poveri” senza sostenerli e coinvolgerli nello stesso munus di indagare «la grazia del Signore nostro Gesù Cristo, il quale da ricco che era si è fatto povero per noi, perché noi diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà» (cf. 2 Cor 8,9).

Uno di questi enti benefici celebrerà domani ufficialmente l’avvio delle proprie attività filantropiche: si tratta dell’Associazione Mater Ecclesiæ, fondata da alcuni docenti della Pontificia Universitas S. Thoma ab Aquino (meglio nota come “l’Angelicum”). Abbiamo rivolto qualche domanda a Gianluca Pilara, uno dei soci fondatori.

Professor Pilara, com’è nata l’idea dell’associazione?

L’Associazione Mater Ecclesiae nasce dalla volontà di rafforzare il connubio e la sinergia d’intenti fra enti ecclesiastici e realtà laiche, al fine di contribuire alla promozione e alla diffusione dell’insegnamento cristiano e della spiritualità cattolica.

Quante borse di studio avete già erogato o pensate di erogare in questo primo anno?

L’Istituto, già in passato, ha permesso a molti studenti di continuare e terminare gli studi fino al raggiungimento della Laurea, nonostante le difficoltà economiche proprie o della diocesi (o casa madre) di appartenenza. Il numero di borse o di contributi che l’Associazione assegnerà, varierà in base alle richieste e alle necessità che durante l’arco dell’anno si presenteranno all’attenzione del Consiglio per l’erogazione dei fondi, istituito a tale scopo.

Qual è il beneficiario ideale della vostra azione?

I nostri fondi devono essere impiegati per favorire laici e religiosi nel loro percorso di studi.

Che tipo di riscontro avete trovato alla vostra iniziativa?

L’Associazione ha già ricevuto cospicui fondi per dare il via alle proprie attività. Non posso però indicarne i nomi e i dettagli.

Anche il programma del concerto d’inaugurazione si presenta come decisamente “non convenzionale”. Com’è nata questa idea?

L’evento inaugurale in qualche modo rispecchia l’identità propria di questa Associazione, nata proprio con l’idea di operare per la promozione e la diffusione della cultura di ispirazione cattolica e il dialogo interreligioso e interculturale, di proporre una riflessione teologica capace di aggregare con semplicità e profondità le persone e la vita quotidiana, condividendo e diffondendo i cammini teologici proposti nelle varie discipline, compresa – come in questo caso – la musica. Tutte le attività che l’Associazione intende promuovere e svolgere, in proprio o in collaborazione con altri enti ecclesiastici o civili, saranno indirizzate alla raccolta di finanziamenti o di donazioni spontanee, necessari alla realizzazione delle stesse iniziative.

Ai docenti fondatori dell’Associazione vanno pertanto i migliori augurî per un felice conseguimento dei loro lodevoli fini. L’inaugurazione avrà luogo domani e potrà essere una buona occasione per avvicinarsi alla realtà dell’Angelicum e delle università pontificie. L’ingresso al concerto è libero e gratuito.

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