Una croce di San Gregorio per l’abortista olandese? Chissà…

In contrasto con questi ultimi tasselli del suo curriculum, c’è da segnalare che la Ploumen dal 2004 al 2007 è stata anche direttore dei programmi e membro del consiglio di amministrazione di CORDAID, l’agenzia di soccorso umanitaria cattolica olandese che è anche cofondatrice di Caritas Internationalis, la confederazione di 165 organizzazioni cattoliche di soccorso, sviluppo e servizi sociali che operano in oltre 200 paesi e territori in tutto il mondo e che è gestita dal Vaticano. CORDAID sta per “Catholic Organization for Relief & Development Aid”, cioè Organizzazione cattolica per aiuti umanitari e allo sviluppo.

Nel 2012 CORDAID è finita nel mezzo di uno scandalo dovuto alla sua promozione della contraccezione e dell’aborto nei paesi in cui operava, ma la Ploumen già non era più nell’organizzazione. Non si sa quanto radicato nel tempo fosse questo comportamento contrario alle linee di condotta dettate dal Vaticano, modellate sui principi evangelici.

Sempre nel 2017 la Ploumen ha tenuto il primo intervento al Core Group LGBTI delle Nazioni Unite, pronunciando le frasi di circostanza adeguate al luogo: «i diritti LGBTI sono diritti umani», «Non possiamo essere compiacenti. [Oggi] in oltre 70 paesi l’omosessualità è ancora criminalizzata… lo stigma contro le persone LGBT continua in tutto il mondo».

Si potrebbe continuare ancora, ma probabilmente il personaggio è già stato tratteggiato a sufficienza.

Ci poniamo dunque l’interrogativo non banale circa le motivazioni con cui la Segreteria di Stato possa aver deciso di rilasciare l’onoreficenza proprio alla Ploumen. Però, mentre attendiamo qualche chiarimento (sebbene siamo consapevoli del fatto che in Vaticano abbiano beghe assai più grosse da dirimere quotidianamente che non i criteri di assegnazione di una medaglia onorifica), non manchiamo di ricordare un fatto non irrilevante: la croce di San Gregorio Magno si può facilmente acquistare su internet al modico costo di € 80, oppure in qualche negozio di via della Conciliazione. Non è l’oggetto che definisce l’onoreficenza, bensì il certificato pontificio rilasciato con esso1Vero è che di per sé le liste di quanti vengono insigniti di onorificenze pontificie (questa e altre) sono pubblicate negli Acta Apostolicæ Sedis, e che i suoi volumi sono facilmente reperibili online. Non quello del 2017, purtroppo, o meglio non ancora: se di contraffazione si tratta, ai suoi ideatori bisogna riconoscere il merito di aver studiato anche il contributo accidentale di questa circostanza. [Giovanni Marcotullio].. Se magari la Ploumen ci facesse vedere pure quello, ci toglieremmo il dubbio un po’ malizioso che la storia sia un’abile montatura orchestrata da una professionista della comunicazione, sicura che nessuno in Vaticano si prenderà la briga di perdere tempo a smentire l’ennesima manipolazione mediatica a danno della cristianità.

Cercando di imitare lo stile pontificio, scrolliamo le spalle e ignoriamo la Ploumen e le sue insinuazioni sull’appoggio implicito del Papa all’aborto: di falsi profeti è pieno il mondo, di furbi ancor di più. Non è il caso di farsi confondere da personaggi di tal fatta. E, tanto per rinverdire la memoria, rileggiamo qualche dichiarazione del Pontefice:

Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente a essere abortito ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo2Udienza ai ginecologi cattolici..

A settant’anni di distanza [dalla Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo, N.d.R.], duole rilevare come molti diritti fondamentali siano ancor oggi violati. Primo fra tutti quello alla vita, alla libertà e alla inviolabilità di ogni persona umana. Non sono solo la guerra o la violenza che li ledono. Nel nostro tempo ci sono forme più sottili: penso anzitutto ai bambini innocenti, scartati ancor prima di nascere; non voluti talvolta solo perché malati o malformati o per l’egoismo degli adulti3Udienza ai membri del corpo diplomatico..

L’aborto non è un “male minore”. È un crimine. È fare fuori uno per salvare un altro. È quello che fa la mafia. È un crimine, è un male assoluto4conferenza stampa pronunciata il 18 febbraio del 2016 su volo di ritorno dal Messico..


Postilla

La vicedirettrice della Sala Stampa vaticana, Paloma Garcia Ovejero, è intervenuta sulla vicenda Ploumen il 16 gennaio confermando che l’onoreficenza è vera, ma negando che costituisca un sottinteso avvallo alle attività a favore dell’aborto del ministro olandese:

L’onorificenza dell’Ordine Pontificio di San Gregorio Magno ricevuta dalla signora Lilianne Ploumen, già Ministro dello Sviluppo, nel giugno 2017 durante la visita dei Reali olandesi al Santo Padre (del 22 giugno 2017, ndr), risponde alla prassi diplomatica dello scambio di onorificenze fra Delegazioni in occasione di Visite ufficiali di Capi di Stato o di Governo in Vaticano. Non è quindi minimamente un placet alla politica in favore dell’aborto e del controllo delle nascite di cui si fa promotrice la signora Ploumen.

Il cardinale Ejik dal canto suo ha dichiarato «di non essere stato coinvolto nell’elargizione del titolo di Comandante nell’Ordine Equestre Pontificio di San Gregorio Magno, che l’ex ministro L. Ploumen ha ricevuto l’anno scorso» e di non esserne nemmeno al corrente.

Tosatti si domanda perché nessuno abbia chiesto lumi in Vaticano sulla vicenda, limitandosi a riportare la notizia così come era uscita dai confini olandesi. Ecco, noi abbiamo domandato in realtà, e ci è stato risposto che l’informazione che cercavamo, se cioè l’onoreficenza fosse reale, nonché il perché fosse stata conferita, era riservata.

Evidentemente in molti hanno in realtà domandato, come noi, tanto che in Vaticano sono stati costretti a pronunciarsi ufficialmente e qualcuno ha pure dovuto inventarsi dieci righe di equilibrismo diplomatico per salvare capra e cavoli: è ovvio che la dichiarazione della Ovejero colpisce al cuore tutti coloro che hanno ricevuto l’onorificenza dell’Ordine Pontificio di San Gregorio Magno effettivamente per meriti e non per scambio formale di medagliette tra diplomatici e sottintende quanto il Vaticano dia di fatto poco significato a questi riconoscimenti di valore storico. Se è questa la verità, o se piuttosto qualche serpe in seno al Vaticano ha cercato di aprire una breccia nel fronte antiabortista, non ce lo dirà probabilmente nessuno. Intanto preghiamo per il Papa, perché Dio lo protegga dai suoi numerosi nemici.

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Note

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1 Vero è che di per sé le liste di quanti vengono insigniti di onorificenze pontificie (questa e altre) sono pubblicate negli Acta Apostolicæ Sedis, e che i suoi volumi sono facilmente reperibili online. Non quello del 2017, purtroppo, o meglio non ancora: se di contraffazione si tratta, ai suoi ideatori bisogna riconoscere il merito di aver studiato anche il contributo accidentale di questa circostanza. [Giovanni Marcotullio].
2 Udienza ai ginecologi cattolici.
3 Udienza ai membri del corpo diplomatico.
4 conferenza stampa pronunciata il 18 febbraio del 2016 su volo di ritorno dal Messico.

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