Pedagogia cristiana e rinnovamento morale secondo Fr. W. Förster

Friedrich Wilhelm Förster

Questo testo è un completamento necessario, e da molto tempo programmato, delle precedenti opere dell’autore. Questo suo lavoro è stato quasi esclusivamente dedicato ad un preciso aspetto dell’educazione, cioè alla formazione etica della gioventù e alla chiarificazione delle questioni di principio ad essa collegate – ciò a cui l’autore si è dedicato per tutta la vita, per quanto egli provenisse dal mondo moderno, radicalmente estraneo alla religione e alla vita ecclesiale, ma anche da circoli che hanno sentito necessario in modo particolarmente forte, vedendo intorno a sé una progressiva disgregazione, un rinnovamento dei costumi morali dell’umanità occidentale, analogamente a quanto era avvenuto con il movimento stoico1 alla fine dell’antichità. Si è erroneamente dedotto, da tale focalizzazione dell’autore sull’ambito etico e pedagogico-morale, che per lui il fatto religioso valesse soltanto come ultima chiarificazione metafisica e non piuttosto come fondamento indispensabile e insostituibile di tutte le attività culturali etiche e pedagogiche. Il presente libro è stato concepito per far comprendere quanto sia errata questa supposizione, e in quale misura l’autore sia stato condotto, attraverso l’esperienza interiore, l’osservazione della vita, l’esperienza pedagogica, così come attraverso considerazioni psicologiche e sociologiche, a riconoscere la totale inadeguatezza di una qualunque educazione interiore non fondata sulla religione cristiana.

Certamente questa mia testimonianza non significa in alcun modo un’accettazione acritica di quel tipo di educazione interiore che predomina nelle chiese odierne. Come uomo moderno e in quanto attento osservatore dello stato attuale delle anime, l’autore deve piuttosto sottolineare con la massima insistenza che l’attuale pedagogia ecclesiale, a differenza della prassi ecclesiastica dei primi secoli cristiani ed in parte anche del tempo dell’illuminismo2, nonostante i numerosi sforzi sinceri, rinuncia in modo preoccupante a presentare e a chiarire le proprie tradizioni negli ambiti interessati al moderno trattamento psicologico della vita intima dell’anima e alla relativa arte pedagogica.

Il motivo di ciò non risiede in una mancanza del senso di responsabilità da parte dei circoli cristiani, bensì nell’enorme alienazione spirituale che divide profondamente i contesti da lungo tempo religiosamente sradicati da quei ceti popolari che sono cresciuti nell’ambito di tradizioni più sane. Entrambi i gruppi si sono reciprocamente allontanati proprio come nella confusione babilonese delle lingue: ciò che per questi è sacro, per gli altri risulta ridicolo; ciò che per i primi è la verità vivente, per gli altri è un errore culturalmente dannoso; ciò che per quelli è la suprema salute, gli altri la considerano una patologia. L’uomo di Chiesa non ha idea di quanto manchino all’uomo cresciuto nella modernità tutte le premesse per comprendere la realtà che si cela dietro i dogmi e i precetti cristiani. Ma quanto più ora lo spirito moderno pervade l’intera atmosfera della civiltà occidentale tecnico-scientifica, domina le scuole, tiene in pugno l’università, conquista la classe degli insegnanti, tanto più anche la gioventù che cresce nelle famiglie credenti sarà da esso raggiunta e guastata. Si richiede perciò una guida spirituale delle anime totalmente diversa da quella che fino ad ora si riteneva adeguata. I direttori spirituali degli studenti ne hanno da raccontare! In breve, la grande lotta del Cristianesimo contro l’anticristo, che nei tempi a venire divamperà con una violenza inimmaginabile, esige una metodologia pedagogica e religiosa totalmente nuova, perché la santa eredità della fede cristiana venga trasmessa alla nuova generazione in modo tale che essa recepisca fin dall’inizio che “tua res agitur”3 e possa così riconoscere nel cristianesimo la dottrina veritiera, incomparabilmente superiore a tutte le moderne dottrine di vita.

I punti di vista e le proposte che il presente libro espone nel senso indicato non intendono ingerirsi nel compito proprio della catechesi, che rimane appannaggio del teologo. Ciò che qui viene offerto rientra nei soli limiti della psicologia e della propedeutica, ed è nello stesso tempo un primo tentativo di risposta alla domanda su come debba essere impostata in qualche modo – sottolineo la parola “impostata” – un’interpretazione delle verità di fede che sia in grado di superare sin dall’inizio nell’anima della gioventù moderna i più forti ostacoli che si oppongono alla specifica visione propria della verità religiosa e che possa collegare tra loro, in modo molto concreto, più organicamente di quanto non si sia fatto finora, la religione e la vita, l’al di là e l’al di qua, la domenica e i giorni feriali. 

Il problema pedagogico della religione così circoscritto è già stato delineato in diverse opere dell’autore – non è stato quindi possibile evitare alcune ripetizioni riassuntive di quanto precedentemente affermato.

[Zurigo, 19251Presentazione dell’Autore al volume “Religione e formazione del carattere”.]


1 Lo stoicismo è una corrente filosofica dal forte contenuto morale fondata intorno al 300 a.C. ad Atene da Zenone di Cizio [n.d.tr.].

2 Movimento politico, sociale, culturale e filosofico che si sviluppò in Europa nel XVIII secolo [n.d.tr.].

3 Frase tratta dall’Epistola 18 del libro I del poeta latino Quinto Orazio Flacco (65 a.C.-8 a.C.). In questo contesto si può tradurre: “si sta trattando di cose che ti riguardano intimamente” [n.d.tr.].

Note

Note
1 Presentazione dell’Autore al volume “Religione e formazione del carattere”.

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