Diamoci il tempo di ritrovare il tempo

…Ma come diminuirebbe e si consumerebbe il futuro, che ancora non è, e come crescerebbe il passato, che non è più se non per l’esistenza nello spirito, autore di questa operazione, dei tre momenti dell’attesa, dell’attenzione, e della memoria? Così l’oggetto dell’attesa fatto oggetto dell’attenzione passa nella memoria.

Agostino, Confessioni, XI,37

Un labirinto in cui dolcemente perdersi, facendosi cullare tra attesa, attenzione e memoria. Un luogo magico in cui il solo filo d’Arianna è lo spirito. È questo il tempo per Agostino. Non ci serve illuderci di ingabbiarlo entro sofisticatissimi strumenti, non ci basta ridurlo a misura, a numero.

Il solo quadrante di un orologio, anche se non più connotato dal monodico ticchettio delle lancette, ma da eteree cifre digitali non è la vera dimora del tempo. Sí, perché il tempo vive e rivive nello spirito: l’anima è la sua sola sede. Così un luogo, un odore, una musica, attinti dopo decenni, possono far emergere, dalle abissali profondità della memoria eventi sepolti, forse, ma non dimenticati.

È questo il tempo che ci manca: non quello che riempiamo di fatti, di esperienze da attraversare, quello per cui non abbiamo mai tempo. È il tempo dell’essere che ci serve: occorre perdersi in questi interiori labirinti, vivere istanti sospesi ed incommensurabili, lasciarsi guidare da quel luogo, da quel profumo, da quella musica – cose insignificanti per tutti, ma solo per me epifania di ciò che pareva perduto.

Questo tempo, non quello degli orologi (non più) ticchettanti, è quello veramente capace di narrare il futuro: aperto alla sorpresa, all’ulteriorità, all’infinito. Un tempo pregno di attesa e di speranza, certo che un giorno il tempo non sarà più. Allora, e solo allora, non vi sarà nulla da attendere o da ricordare, la nostra attenzione scemerà nella visione di Dio: il tempo sarà eternità.

Informazioni su Alessio Conti 93 articoli
Nato a Frascati nel 1974, Alessio Conti è attualmente docente di storia e filosofia presso il Liceo Scientifico statale Bruno Touschek di Grottaferrata. Dottore di ricerca in discipline storico filosofiche, ha pubblicato con l'editrice Taυ due libri (Fiat lux. Piccolo trattato di teologia della luce [2019], e Storia della mia vista [2020]). Già docente di religione cattolica per la Diocesi di Roma, è attivo nel mondo ecclesiale all'interno dell'Azione Cattolica Italiana di cui è responsabile parrocchiale del gruppo adulti. Persona non vedente dalla nascita, vive la sua condizione filtrandola grazie a due lenti, quella dello studio, e quella di un'ironia garbata e mordace, che lo porta a vivere, e a far vivere, eventi e situazioni in modo originale.

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