Ecco l’astro che sorprende il mondo: Cristo è la luce gentile che illumina senza confondere, facendole spazio ne guadagna la stessa dignità di ogni uomo. Mentre l’attesa dell’avvento volge ormai al termine, la Chiesa prorompe nel gioioso annuncio del Natale: nasce nella notte colui che dalla notte ci Riscatta.
Nella messa della natività Leone XIV ripropone il tradizionale annuncio della Chiesa:
Nel tempo e nello spazio, lì dove noi siamo, viene colui senza il quale noi non saremmo stati mai. Vive con noi chi per noi da la sua vita, illuminando di salvezza la nostra notte. Non esiste tenebra che questa stella non rischiari, perché alla sua luce l’umanità vede l’aurora di un’esistenza nuova ed eterna.
Una luce diversa da quelle che, fino a quel momento, avevano accompagnato l’umanità errante nel corso della sua già lunga vicenda:
Per millenni, in ogni parte della terra, i popoli hanno scrutato il cielo, dando nomi e forme a stelle mute, nella loro fantasia, vi leggevano gli eventi del futuro, cercando in alto tra gli astri la verità che mancava in basso, tra le case. Come a tentoni,in quel buio restavano però confusi dai loro stessi oracoli.
«È il Natale del Dio con noi che nel Figlio fatto uomo non ci dona qualcosa, ma se stesso». La traccia del giorno che già albeggia non va più cercata lontano, interpretata tramiti oscuri vaticini: è lì «nella stalla accanto». Illuminati dalla «luce divina che si irradia da questo bambino» possiamo, quindi dobbiamo,
vedere l’uomo in ogni vita nascente, per illuminare la nostra cecità il signore ha voluto rivelarsi da uomo all’uomo, sua vera immagine.
Il Dio bambino che nasce in una stalla non possiede la ricetta magica per risolvere ogni problema, ma quella per coinvolgere ogni suo figlio in una storia d’amore, tanto paradossale quanto avvincente.
Davanti alle attese dei popoli egli – il Padre – manda un infante, perché sia parola di speranza, davanti al dolore dei miseri egli manda un inerme, perché sia forza per rialzarsi; davanti alla violenza e alla sopraffazione egli accende una luce gentile che illumina di salvezza tutti i figli di questo mondo.
Se preso sul serio, questo amore scandaloso e crocifisso ci basterà per cambiare la nostra storia, ridando ad ogni uomo, contro un’economia non raramente distorta, la dignità che gli compete in quanto figlio di Dio creato a sua immagine e somiglianza.
Solo in questa prospettiva il Natale diviene festa della fede, della carità e della speranza.
È festa della fede perché Dio diventa uomo nascendo dalla vergine; è festa della carità perché il dono del figlio redentore si avvera nella dedizione fraterna; è festa della speranza perché il bambino Gesù la accende in noi facendoci messaggeri di pace.
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