«Manca ogni spessore teologico»: il vescovo di Ratisbona bacchetta il “Sinodo tedesco”

Mons. Rudolf Voderholzer, vescovo di Ratisbona
di + Rudolf Voderholzer1Traduzione a cura di Emiliano Fumaneri

Cari confratelli della Conferenza episcopale tedesca, gentili signore e signori dell’ufficio di presidenza del Cammino Sinodale («Synodaler Weg») , onorevole presidente del 3º Forum,

mercoledì scorso abbiamo ricevuto la documentazione della prossima conferenza regionale del Cammino Sinodale e assieme anche la bozza di testo del documento “Le donne negli incarichi servizi e nei ministeri nella Chiesa” del 3º Forum sinodale. Per essere più precisi, si tratta della bozza del Gruppo di lavoro n. 1 (“La partecipazione delle donne alla funzione di governo nelle condizioni attualmente previste dal diritto canonico”) del 3º Forum che successivamente, assieme alle bozze degli altri due gruppi di lavoro, andrà a formare la bozza di testo generale del 3º Forum.

Con mia grande sorpresa ho dovuto constatare che questo testo contiene un fondamento biblico della tematica “donne e incarichi”, sebbene nell’ultima sessione del 3º Forum del 30 giugno 2020, dove il testo era stato discusso riga per riga, fosse stato concordato di pronunciarsi su questo fondamento biblico solo nel contesto del testo complessivo (cf. il Protocollo, p. 3 e ss.)  Dopo l’annullamento, per “esigenze di calendario”,  del nuovo turno di votazione già concordato a seguito dell’adozione delle modifiche da parte del gruppo di redazione non ho più avuto alcuna possibilità, come membro del 3º Forum, di rapportarmi a questa porzione di testo. Voglio protestare contro questo modo di procedere!

Con sorpresa ancora maggiore ho dovuto leggere nel testo: “Gesù ha discepole e discepoli, non ordina nessuno”. Che razza di affermazione è questa? A questo punto, allora, tanto varrebbe dire che “Gesù non battezza nemmeno qualcuno, non cresima nessuno, non va neanche a messa la domenica, ecc.”. Si sottace il fatto che i sacramenti fanno parte della Chiesa post-pasquale e si ignora che in teologia c’è però una riflessione molto articolata sulla questione dell’istituzione dei sacramenti.   

Per fare solo un breve accenno, l’evangelista Marco utilizza la terminologia della creazione quanto parla della costituzione della cerchia dei dodici! In Mc 3,13 e ss., un brano decisivo per il fondamento biblico del sacramento dell’ordine, si dice in relazione all’opera pre-pasquale di Gesù:  “Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici (ἐποίησεν δώδεκα), che stessero con lui e anche per mandarli a predicare…”. Segue quindi una lista coi nomi dei dodici che l’evangelista Luca, come si sa, identifica in senso stretto con gli apostoli. Per loro vale anche la promessa: “Chi ascolta voi ascolta me” (Lc 10,16). Con questi dodici Gesù celebrerà anche l’ultima cena nella quale prefigura in maniera incruenta, nei gesti dello spezzare il pane e dell’elevazione del calice, il suo sacrificio in croce e istituisce l’Eucarestia per il tempo della Chiesa come riattualizzazione della sua morte e risurrezione. Nel n. 101 dell’esortazione post-sinodale “Querida Amazonia” papa Francesco ha recentemente affermato, in linea con l’intera tradizione dottrinale della Chiesa: 

Gesù si presenta come Sposo della comunità che celebra l’Eucaristia, attraverso la figura di un uomo che la presiede come segno dell’unico Sacerdote. Questo dialogo tra lo Sposo e la sposa che si eleva nell’adorazione e santifica la comunità, non dovrebbe rinchiuderci in concezioni parziali sul potere nella Chiesa.

Querida Amazonia 101

Protesto quindi contro la violazione dell’accordo stabilito nel 3º Forum in merito a una elaborazione comune del fondamento teologico-biblico. Voglio sperare che non si tratti di un tentativo – con una teologia biblica unilateralmente falsata – di pilotare in una determinata direzione i partecipanti alle conferenze regionali o di cullarli in un falso senso di sicurezza. Devo ammettere che una simile condotta mi lascerebbe alquanto deluso e perplesso. In tal caso quale spirito ci sarebbe mai dietro? Non vogliamo essere tutti “cooperatori della verità” (3Gv 8), in special modo nelle consultazioni del Cammino sinodale?

Ancor più dissento, sul piano dei contenuti, dallo stile argomentativo espresso nella succitata formulazione, che difetta di ogni spessore teologico. 

Unito in preghiera, saluto cordialmente.

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1. Traduzione a cura di Emiliano Fumaneri

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