Le parole della Chiesa su #VincentLambert

di Francesca Centofanti

Sento sempre più spesso frasi del tipo “l’immobilismo della Chiesa… questa Chiesa silente” o ancora “…una Chiesa che non fa il suo dovere di Madre e non protegge i suoi figli…” “eeeh la Chiesa del tempo di Eluana Englaro in confronto…” Non oserei mai dire che tutto è rimasto immutato, anche perché oltre ad essere assurdo, sarebbe sbagliato, perché tutto cambia, tutto passa “pantha rhei” (unica parola in greco che conosco, perché sono semplicemente una maestra della scuola dell’infanzia senza lauree, né master in teologia) e forse è proprio questa mia consapevolezza di essere ignorante sulla maggior parte degli argomenti “di alta cultura”, che mi pone di fronte ad essi in assetto di apprendimento. E allora non mi fermo mai alla prima opinione, al titolo di un giornale, al coro delle voci. Sono sempre protesa a cercare la fonte, la verità. E su questa situazione della Chiesa oggi, lo sono ancora di più, non perché essa necessiti di una mia strenua difesa, sono pienamente cosciente di questo, ma perché credo sia giusto rendere palese tutto, non solo, sempre e unicamente il marcio, ma anche le meraviglie che ci sono, quelle che vengono dette e fatte, ma prontamente adombrate da tutte le maldicenze, le lamentele, le cattiverie. 

Prima di tutto vorrei chiarire che la situazione della Chiesa al tempo di Eluana Englaro era nettamente diversa da quella di oggi (anche solo per la percezione che si aveva di essa) e che un confronto Englaro–Lambert, non sarebbe in realtà neanche troppo attinente, quanto potrebbe esserlo invece Schiavo–Lambert. Ma, senza addentrarmi troppo negli argomenti e nelle giustificazioni, perché probabilmente arriverei fino ad un certo punto, dopodiché dovrei alzare le mani, causa la mia succitata ignoranza, ho deciso oggi di farvi semplicemente partecipi di una ricerca che ho portato avanti in questi giorni, che ha preso forma e corpo per un unico motivo: mostrare ciò che di buono e di bello c’è.

Parole di Papa Francesco durante il periodo di Vincent Lambert 

Conferenza Episcopale Italiana

Pontificia Academia per la vita

Conferenza dei Vescovi di Francia

  • Monsignor Marc Aillet, vescovo di Bayonne, Lescar e Oloron ha a sua volta espresso in un tweet dell’11 maggio il suo dissenso: «Nessuno ha il diritto di provocare la morte altrui, né l’autorità medica, né l’autorità giudiziaria. La pena di morte è stata abolita. Si dovrà chiedere a Emmanuel Macron la grazia presidenziale per Vincent Lambert? Affidiamolo all’intercessione del Servo di Dio Jérôme Lejeune». 
  • Un invito alla preghiera è venuto anche da monsignor Raymond Centène, vescovo di Vannes, il quale ha sottolineato che Vincent Lambert «è oggi il volto di tutti quelli che, come lui, in Francia e nel mondo, sono in una situazione “vegetativa” o “pauci-relazionale”». Che non sia «il primo di loro a vedersi vietare il diritto di vivere».
  • La posizione presa dal gruppo di bioetica della Conferenza episcopale francese guidata dal vescovo Pierre D’Ornellas che in un comunicato subito afferma: «Vincent Lambert ha diritto ad una protezione adeguata, proprio come qualsiasi persona disabile. Ogni persona disabile, non importa quanto fragile, ha gli stessi diritti di tutti gli altri». E ricordando il parere espresso dal Comitato Cidph dell’Onu, chiede: «Perché tutta questa fretta nel condurlo alla morte?» «Si può riaffermare che la decisione presa riguarda ovviamente solo il signor Vincent Lambert perché la sua situazione è unica e complessa. Ma chi garantirà che tutte le persone che condividono una disabilità simile alla sua, saranno effettivamente protette dallo Stato che, pur impegnandosi ufficialmente, ad oggi però non ha rispettato il suo impegno? La credibilità dello Stato dipende dal rispetto della parola data».

Il 21 maggio, tutti i vescovi dell’Île-de-France hanno dato appuntamento per la XI Veglia per la vita, che si è svolta quest’anno a Saint-Sulpice sul tema, “Nella prova: scegliere la vita”.

La Chiesa siamo noi e quando parliamo male di lei è il nostro corpo che martoriamo, sono le nostre membra che dividiamo. Avere luce su ciò che sta accadendo, sulle fragilità, sulle problematiche, sugli scandali, sulle ombre, non significa trovare ogni minimo, stupido, impercettibile pretesto per gettarla tra i rifiuti, ma significa prendere tutto ciò che a noi sembra immondizia e portarlo sulle nostre spalle ai piedi di Cristo e pregare con Lui per Essa; significa essere noi sale, lievito e luce. Significa farla risplendere più che adombrarla. Ma significa soprattutto sapere che la storia non la facciamo noi e che per quanto ci possiamo ribellare, lamentare, arrabbiare, il Dio della Storia è Lui.

Comments:

2 risposte a “Le parole della Chiesa su #VincentLambert”

  1. Meglio non citare tutti gli interventi o iniziative pro migranti. Servirebbero gli stessi anni dell’attuale pontificato. Più semplice trascrivere le citazioni sui cristiani perseguitati.

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