Dignità, libertà, solidarietà: il modello bioetico della Francia

Il Consiglio di Stato ritiene anche auspicabile di permettere ai figli di un dono di gameti di accedere, una volta maggiorenni, all’identità del donatore, se quest’ultimo vi abbia acconsentito. Il vice-presidente indica comunque che questo vale a condizione che sia preservato l’anonimato della donazione nel momento in cui essa è effettuata: «Sì all’accesso alle origini, no alla scelta del donatore».

Il fine-vita

A proposito del fine-vita, il Consiglio di Stato ricorda che il diritto in vigore è molto recente e che è frutto di un dibattito approfondito. Esso permette, fra l’altro, di rispondere all’essenziale delle domande di aiuto medico per morire: «L’accesso a cure palliative di qualità è un preliminare necessario a ogni riflessione etica sul fine-vita».

La genetica e la genomica

I vertiginosi progressi della genetica e della genomica sollevano delle questioni capitali «sovente misconosciute, e che pure riguardano ciascuno fra noi in ciò che ha di più intimo», secondo il vice-presidente.

Lo sviluppo di test genetici facilitati mediante la semplificazione del sequenziamento genomico interroga la pertinenza dell’attuale interdetto di farvi ricorso per sé stessi o per un terzo. Se fosse proposta una depenalizzazione, due garanzie sarebbero indispensabili: mantenere l’interdetto a procedere a un test per un terzo e proibire esplicitamente agli assicuratori e ai datori di lavoro di trarre profitto da questi dati.

L’edizione genica permette di rendere inattivi alcuni geni responsabili di malattie, oppure di amplificare l’espressione di altri suscettibili di presentare un interesse particolare. Il Consiglio di Stato constata che se questa tecnica d’avanguardia dovesse dar luogo a sviluppi in materia critica su cellule germinali o su embrioni, essa configgerebbe con quanto stipulato nella convenzione di Oviedo e con le disposizioni del Codice civile che, attualmente, proibiscono le modifiche al genoma trasmissibili alla discendenza.

L’intelligenza artificiale

In ultimo, lo studio mostra che l’intelligenza artificiale, attraverso gli oggetti connessi e lo sviluppo degli algoritmi, può modificare i luoghi rispettivi del paziente e del medico. Il vice presidente fa notare «l’importanza dell’umano, che si tratta del consenso indispensabile del paziente per l’utilizzo da parte di altri dei suoi dati o del ruolo insostituibile del medico nello stabilimento di una diagnosi e la conduzione del singolo colloquio».

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A riguardo Giovanni Marcotullio 267 articoli
Classe 1984, studî classici (Liceo Ginnasio “d'Annunzio” in Pescara), poi filosofici (Università Cattolica del Sacro Cuore, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, PhD RAMUS) e teologici (Pontificia Università Gregoriana, Pontificio Istituto Patristico “Augustinianum”, Pontificia Università “Angelicum”, PhD UCLy). Ho lavorato come traduttore freelance dal latino e dal francese, e/o come autore, per Città Nuova, San Paolo, Sonzogno, Il Leone Verde, Berica, Ταυ. Editor per Augustinianum dal 2013 al 2014 e caporedattore di Prospettiva Persona dal 2005 al 2017. Giornalista pubblicista dal 2014. Speaker radiofonico su Radio Maria. Traduttore dal francese e articolista per Aleteia Italiano dal 2017.

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