« L’euthanasie ne représentera pas le drapeau de mon fils ! »

Sono circa le 14.30 e arrivo piazza della Repubblica, là tanti gruppi sono già presenti con stand e indaffarati nei ultimi preparativi per la marcia che poi ha avuto luogo lungo via Cavour, via dei Fori Imperiali fino a piazza Venezia. Qua sono presenti molti: Pro vita, Ora et labora, Citizen Go, Movimento per la Vita, Universitari per la vita, rappresentanti della Chiesa come il Cardinal Burke e vescovi ma anche gruppi di preghiera, sacerdoti, suore, famiglie con bambini. Mi fermo un istante a salutare Giorgio Celsi di Ora et Labora tra l’altro mi da una spilletta in forma di piedini rosa… è vero a 12 settimane avevo come tutti noi già piedini di quasi 1 cm…. poi ci sono Claudia, Wanda, Alessandro e tante altre belle persone venute da Roma ma anche da tutta l’Italia in giornata il tempo della marcia… a proposito vedo un attimo a che punto sono i scudi per ricordare Alfie Evans (diceva Tom: “Il mio gladiatore ha deposto il suo scudo e si è guadagnato le ali”) sono quasi pronti… diversi volontari portano scudi a doppia faccia con lettere ed è cosi che possiamo leggere camminando  la scritta “Alfie Evans “o “Save a life now”….è questo anche la festa della vita piccoli gesti, sorrisi, la felicità di ritrovarci qui tutti insieme vivi sotto il sole e di testimoniare, sì testimoniare che la vita è un dono sacro e che va custodita… questo 19 maggio 2018 eravamo miglia a ricordarlo camminando per le strade anche con manifesti di Pro vita con il feto di 11 settimane ed immagini del manifesto  “L’aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo”. Poi arrivati a piazza Venezia sul palco Virginia Coda Nunziante ci accoglie e ricorda che la Marcia per la vita vuole essere “la voce di chi non ha voce” e «che è un impegno per non tacere ed essere vicini a chi soffre». «Ci sono stati 6 milioni di bambini uccisi in Italia in 40 anni ma 50 milioni di bimbi vengono uccisi nel mondo ogni anno, 137. 000 al giorno, 5.700 all’ora».

Poi ci sono state le testimonianze piene di dolore ma anche di speranza. Tra loro c’è stata quella della mamma di Vincent Lambert; sento ancora la bellissima frase che disse e che suonava sulla piazza: 

L’eutanasia non rappresenterà la bandiera del mio figlio, la bandierà di mio figlio sarà la vita.

La manifestazione si conclude poi con una commemorazione di pochi minuti per Alfie sul palco con la scritta fatta con gli scudi per salutare un piccolo grande gladiatore che come diceva papa Tom “ha deposto il suo scudo e si è guadagnato le ali”… però finché ci sarà vita su questa terra altri gladiatori si alzeranno in piedi, ancora e ancora, perché siamo e rimarremo sempre un popolo in cammino.

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