La macchina del fango contro il PdF

A gennaio avevo pronosticato, in un articolo sulla guerra dell’informazione via web, che la campagna diffamatoria e di discredito contro il Popolo della Famiglia si sarebbe intensificata con l’approssimarsi delle elezioni politiche del 4 marzo.

Sono stato facile profeta. La macchina del fango è andata anche oltre quanto mi aspettassi, raggiungendo vette impressionanti soprattutto attraverso i social, con video e messaggi scritti o vocali che miravano a mettere in cattiva luce il Popolo della Famiglia presso i potenziali elettori.

Uno degli esempi più eclatanti di pensiero militante ha visto protagonista il sito Libertà e Persona di Francesco Agnoli, persona che pure un tempo stimavo. Tanto e vero che quando lui e Renzo Puccetti furono aggrediti selvaggiamente da un gruppuscolo ultratradizionalista sentii in coscienza il dovere di prenderne le difese1Qui, qui e qui, con lo pseudonimo di “Andreas Hofer”. Peccato che le vittime di allora abbiano dimostrato di saper emulare i loro detrattori di un tempo nella campagna di veleni contro il Popolo della Famiglia, a riprova di una mentalità condivisa che unisce le fazioni più rissose del mondo cattolico. Fazioni che, sorde agli avvertimenti paolini, sembrano sinistramente somigliarsi quanto più si combattono aspramente. L’unica emulazione concessa a un cristiano però dovrebbe essere quella della carità.. Devo confessare che qualcuno allora mi consigliò, coi modi paludati propri di un certo giro cattolico, di non espormi troppo a loro favore perché, a sentire lo zelante suggeritore, avrei dovuto pensare a “giocare un altro campionato”.

Ma torniamo a Libertà e Persona.

Anticipiamo una odiosa obiezione secondo la quale tutto sarebbe questione di percezioni. Chiunque sia pro PdF, sono solite affermare certe malelingue, percepisce ogni critica come un attacco.

La dura realtà dei numeri racconta però un’altra storia. In un mese, nel periodo di tempo compreso tra il 9 febbraio e il 9 marzo, Libertà e Persona ha pubblicato o rilanciato poco meno di cento articoli. Gli articoli anti-PdF sono stati 15, il 15,3 per cento del totale. Se rapportiamo questi dati alla percentuale di voto ottenuta dal PdF alle politiche del 4 marzo (0,7 per cento) riscontriamo una frequenza di oltre ventuno volte superiore.

Libertà e Persona ha attaccato Adinolfi più di Soros (9 articoli), più di Emma Bonino e dei Radicali (7 articoli), più di Renzi e Gentiloni (9 articoli). E non solo: il sito di Agnoli è andato contro il PdF più di quanto abbia tifato per la Lega (7 articoli) e per gli altri partiti della coalizione di centrodestra (8 articoli)2Silenzio assoluto invece sul clamoroso voltafaccia di Giuliano Ferrara, l’ex direttore di Agnoli al Foglio che non solo ha rinnegato la vecchia militanza berlusconiana (non certo una novità per una cintura nera di cambio casacca come l’Elefantino) per abbracciare la linea renziana, ma ha addirittura dichiarato, lui che alle politiche di dieci anni fa si era presentato con la lista Aborto? No, grazie (0,371% dei voti) che avrebbe votato per Emma Bonino. Agnoli, per inciso, è stato un entusiasta sostenitore del tentativo velleitario dell’Elefantino (vedi qui e qui), mai criticato nemmeno quando attaccò il convegno organizzato dalla Regione Lombardia (17 gennaio 2015) per promuovere la famiglia naturale. Ma per Ferrara nessun “esame del sangue”, nessun confronto tra le posizioni passate e presenti, nessuna valutazione sulla coerenza, sulla credibilità personale. Forse perché ammettere di non essere infallibili nei giudizi politici è un peso insopportabile per i professorini di cattolicesimo? Eppure anche Agnoli qualche volta ha cambiato idea. Proprio sul PdF, ad esempio..

Numeri impressionanti, che dovrebbero far riflettere. L’abissale incongruenza tra il peso politico reale del PdF e il suo peso politico percepito denuncia una ossessione morbosa, maniacale, compulsiva. Chi volesse poi prendersi la briga di leggere tutti gli articoli che Libertà e Persona ha dedicato al Popolo della Famiglia noterà immediatamente che non contengono una sola critica dei contenuti del programma, ma solo una ossessiva serie di attacchi personali.

Sull’inconsistenza politica dei cattolici – 9 marzo 2018.

Un giudizio sull’avventura PDF – 9 marzo 2018.

Cattolici “contro” Mario Adinolfi: “Decisivo in quattro collegi” – 8 marzo 2018.

Lazio, Adinolfi ancora una volta in aiuto alla sinistra (in memoriam del massone Nathan) – 7 marzo 2018.

Quei seggi che il PdF ha regalato a Pd e 5 Stelle – 6 marzo 2018.

Italia divisa, PDF non pervenuto – 5 marzo 2018.

Angela Pellicciari prende le distanze da Adinolfi – 3 marzo 2018.

Federico Iadicicco: la mia sfida a Bonino-Soros – 1 marzo 2018.

L’ex “leghista”- pentito Gianfranco Amato – 27 febbraio 2018.

Mario Adinolfi ed Emma Bonino – 27 febbraio 2018.

Rettifica del PDF. Tutto a posto? – 24 febbraio 2018.

Adinolfi ai suoi: “Non sostenete il Bus della Libertà a Torino”. Possibile? – 24 febbraio 2018.

Perchè il PDF non convince – 19 febbraio 2018.

Profezie – 12 febbraio 2018.

Adinolfi è un leader credibile? – 9 febbraio 2018.

Di particolare gravità ci pare anche l’articolo con cui Libertà e Persona ha cercato di far credere all’elettorato cattolico che la proposta leghista di lucrare sulla prostituzione fosse tutto sommato accettabile per un cristiano. Ma le cose, come abbiamo visto, stanno diversamente.

Una simile virulenza è propria della tecnica manipolatoria nota come avvelenamento del pozzo (o anche character assassination), con la quale si cerca di distruggere la credibilità e la reputazione di una persona e, di conseguenza, dell’istituzione o del gruppo che essa rappresenta. Si tratta del tentativo subdolo, sporco, vigliacco, di delegittimare le persone anziché criticarne le idee. Anche questo è un prodotto di quella perversione della politica che è il lobbismo. Qualche tempo fa abbiamo ricordato come il lobbista sia un devoto della forza, un adoratore del potere che ripugna la forza delle idee. Per il lobbista contano solo i rapporti di forza e non esita a ricorrere alla manipolazione per raggiungere il suo scopo (il fine giustifica i mezzi). Anche quando dice di adorare Cristo, il lobbista in realtà adora Machiavelli, il teorico principe del realismo della forza.

Per capirne le ragioni profonde dell’accanimento di Libertà e Persona non c’è nemmeno bisogno di sforzarsi troppo di leggere tra le righe. Basta leggere la chiosa finale di uno degli ultimi editoriali (diversi dei quali anonimi) apparsi sul sito di Agnoli.

Appare evidente che l’ostilità cieca verso chi “inizia processi” anziché cercare di “conquistare spazi” è dettata, ancora una volta, dalla brama per il potere. Riflette – oltre che, va da sé, l’organicità alla destra politica – la preoccupazione per una possibile perdita della propria (presunta) egemonia all’interno del «piccolo popolo pro life e pro famiglia italiano».

Peccato che il Vangelo non legittimi esattamente le pretese di coloro che si sentono migliori del prossimo (cfr. Luca 18,9-14) e aspirano a essere considerati i più grandi (Luca 22, 24-27). Papa Francesco – un altro bersaglio “privilegiato” degli strali di Libertà e Persona – le definirebbe come espressioni di «mondanità spirituale»3I circoli cattolici impregnati di mondanità spirituale sono stati così descritti, nei minimi particolari, dalla Evangelii gaudium (93-94): «La mondanità spirituale, che si nasconde dietro apparenze di religiosità e persino di amore alla Chiesa, consiste nel cercare, al posto della gloria del Signore, la gloria umana ed il benessere personale. È quello che il Signore rimproverava ai Farisei: «E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?» (Gv 5,44). Si tratta di un modo sottile di cercare «i propri interessi, non quelli di Gesù Cristo» (Fil 2,21). Assume molte forme, a seconda del tipo di persona e della condizione nella quale si insinua. Dal momento che è legata alla ricerca dell’apparenza, non sempre si accompagna con peccati pubblici, e all’esterno tutto appare corretto. Ma se invadesse la Chiesa, «sarebbe infinitamente più disastrosa di qualunque altra mondanità semplicemente morale». Questa mondanità può alimentarsi specialmente in due modi profondamente connessi tra loro. Uno è il fascino dello gnosticismo, una fede rinchiusa nel soggettivismo, dove interessa unicamente una determinata esperienza o una serie di ragionamenti e conoscenze che si ritiene possano confortare e illuminare, ma dove il soggetto in definitiva rimane chiuso nell’immanenza della sua propria ragione o dei suoi sentimenti. L’altro è il neopelagianesimo autoreferenziale e prometeico di coloro che in definitiva fanno affidamento unicamente sulle proprie forze e si sentono superiori agli altri perché osservano determinate norme o perché sono irremovibilmente fedeli ad un certo stile cattolico proprio del passato. È una presunta sicurezza dottrinale o disciplinare che dà luogo ad un elitarismo narcisista e autoritario, dove invece di evangelizzare si analizzano e si classificano gli altri, e invece di facilitare l’accesso alla grazia si consumano le energie nel controllare. In entrambi i casi, né Gesù Cristo né gli altri interessano veramente. Sono manifestazioni di un immanentismo antropocentrico. Non è possibile immaginare che da queste forme riduttive di cristianesimo possa scaturire un autentico dinamismo evangelizzatore»..

Nella vita ho imparato a mie spese a non dare troppo credito ai professorini che giocano a fare i Richelieu e distribuiscono meriti e colpe come se fossero il Padreterno. Ma che mai sentirete ammettere le proprie sviste (potrebbe mai chi si ritiene un infallibile stratega?). Li vedrete invece costantemente col ditino puntato a dirci cosa dobbiamo fare, chi e cosa dobbiamo scegliere.

Su Facebook dicono:

Note   [ + ]

1. Qui, qui e qui, con lo pseudonimo di “Andreas Hofer”. Peccato che le vittime di allora abbiano dimostrato di saper emulare i loro detrattori di un tempo nella campagna di veleni contro il Popolo della Famiglia, a riprova di una mentalità condivisa che unisce le fazioni più rissose del mondo cattolico. Fazioni che, sorde agli avvertimenti paolini, sembrano sinistramente somigliarsi quanto più si combattono aspramente. L’unica emulazione concessa a un cristiano però dovrebbe essere quella della carità.
2. Silenzio assoluto invece sul clamoroso voltafaccia di Giuliano Ferrara, l’ex direttore di Agnoli al Foglio che non solo ha rinnegato la vecchia militanza berlusconiana (non certo una novità per una cintura nera di cambio casacca come l’Elefantino) per abbracciare la linea renziana, ma ha addirittura dichiarato, lui che alle politiche di dieci anni fa si era presentato con la lista Aborto? No, grazie (0,371% dei voti) che avrebbe votato per Emma Bonino. Agnoli, per inciso, è stato un entusiasta sostenitore del tentativo velleitario dell’Elefantino (vedi qui e qui), mai criticato nemmeno quando attaccò il convegno organizzato dalla Regione Lombardia (17 gennaio 2015) per promuovere la famiglia naturale. Ma per Ferrara nessun “esame del sangue”, nessun confronto tra le posizioni passate e presenti, nessuna valutazione sulla coerenza, sulla credibilità personale. Forse perché ammettere di non essere infallibili nei giudizi politici è un peso insopportabile per i professorini di cattolicesimo? Eppure anche Agnoli qualche volta ha cambiato idea. Proprio sul PdF, ad esempio.
3. I circoli cattolici impregnati di mondanità spirituale sono stati così descritti, nei minimi particolari, dalla Evangelii gaudium (93-94): «La mondanità spirituale, che si nasconde dietro apparenze di religiosità e persino di amore alla Chiesa, consiste nel cercare, al posto della gloria del Signore, la gloria umana ed il benessere personale. È quello che il Signore rimproverava ai Farisei: «E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?» (Gv 5,44). Si tratta di un modo sottile di cercare «i propri interessi, non quelli di Gesù Cristo» (Fil 2,21). Assume molte forme, a seconda del tipo di persona e della condizione nella quale si insinua. Dal momento che è legata alla ricerca dell’apparenza, non sempre si accompagna con peccati pubblici, e all’esterno tutto appare corretto. Ma se invadesse la Chiesa, «sarebbe infinitamente più disastrosa di qualunque altra mondanità semplicemente morale». Questa mondanità può alimentarsi specialmente in due modi profondamente connessi tra loro. Uno è il fascino dello gnosticismo, una fede rinchiusa nel soggettivismo, dove interessa unicamente una determinata esperienza o una serie di ragionamenti e conoscenze che si ritiene possano confortare e illuminare, ma dove il soggetto in definitiva rimane chiuso nell’immanenza della sua propria ragione o dei suoi sentimenti. L’altro è il neopelagianesimo autoreferenziale e prometeico di coloro che in definitiva fanno affidamento unicamente sulle proprie forze e si sentono superiori agli altri perché osservano determinate norme o perché sono irremovibilmente fedeli ad un certo stile cattolico proprio del passato. È una presunta sicurezza dottrinale o disciplinare che dà luogo ad un elitarismo narcisista e autoritario, dove invece di evangelizzare si analizzano e si classificano gli altri, e invece di facilitare l’accesso alla grazia si consumano le energie nel controllare. In entrambi i casi, né Gesù Cristo né gli altri interessano veramente. Sono manifestazioni di un immanentismo antropocentrico. Non è possibile immaginare che da queste forme riduttive di cristianesimo possa scaturire un autentico dinamismo evangelizzatore».

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